Renzi e l’eterno rilancio: vuol vedere come andrà a finire

Spread the love

Chiama in causa D’Alema, attacca a spron battuto i grillini, sferza Berlusconi: Matteo Renzi è entrato nella fase “guerra totale”. Meglio perdere alla sua maniera, che perdere e basta. Per questo, quando ne ha l’occasione, non fa economia sulle cartucce: le spara tutte, e quel che sarà sarà. Non fa prigionieri, sembra un giocatore di poker innamorato di una mano debole, vuol vedere come andrà a finire.

Per questo prosegue nel suo eterno gioco al rialzo. Insiste nel dire che il Pd sarà primo partito e primo gruppo in Parlamento, ostenta una sicurezza che onestamente non ha, sembra fare a pugni con la realtà, con la presa di coscienza di ciò che oggi rappresenta e di ciò che invece è stato.

Perché Renzi davvero ha avuto il Paese in mano. Veramente per un momento ha creduto di essere invincibile. Poi però sono arrivati gli imprevisti, gli incidenti di percorso, i nemici che non ci stanno ad affondare senza combattere. E in questo ring selvaggio che si chiama politica, Renzi ha creduto di aver vinto prima del gong. S’è adagiato su un consenso che si è dimostrato volatile, ha pensato che bastasse parlare di rottamazione per avere campo libero.

Ma i nodi prima o poi vengono al pettine. Puoi essere bravo a distruggere, ma se vai in guerra pensando di non lasciare macerie sei un illuso o un ingenuo. Ha sottovalutato l’addio dei vecchi “compagni“, credeva che Bersani e D’Alema semplicemente non avessero i voti, ma non ha considerato il peso della scissione, l’immagine di dittatore che di lui è passata all’esterno.

Così adesso è costretto a fare buon viso a cattivo gioco. Smentisce il dualismo con Gentiloni, ma ha sofferto lo sgarbo di Prodi; parla di Pd come squadra, ma si vede ancora unico leader in mezzo ad una squadra di gregari. Allora va avanti a testa bassa, spinge sull’acceleratore finché c’è benzina, ad occhi chiusi, senza controllare il serbatoio. Ignorando forse che più va forte oggi, più si farà male domani. Ma questo è Renzi, prendere o lasciare.


Hai apprezzato questo articolo? Che ne diresti di offrirmi un caffè? O magari una pizza, perché no? Scegli tu. Clicca sul pulsante DONAZIONE sotto questo articolo. Così saprò che ciò che hai letto ti è piaciuto. E soprattutto potrò continuare a scrivere. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.