Serena Williams non è finita

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La vedi respirare in affanno. Prendere fiato tra un punto e l’altro. Aprire la bocca e chiudere gli occhi. E capisci bene che non è soltanto fatica. Più che altro fastidio, disapprovazione, un senso di smarrimento quasi nuovo, una strana sensazione che non conosce. “Cosa mi sta succedendo?” – sta pensando Serena Williams – “Tornerò mai me stessa?“. Perché per la regina del tennis femminile, anche a 36 anni, l’abitudine alla mediocrità non è contemplata. Ma quanto fanno male le accelerazioni di Naomi Osaka questa sera a Miami? La ragazzina cresciuta nel suo mito, che adesso dall’altra parte della rete pare più potente e più veloce, più tutto e basta, più forte punto.

Ma Serena Williams è Serena Williams non per caso. Non si dimenticano gli allenamenti di papà Richard, le palline sempre sgonfie per esercitare la potenza, i ragazzini a bordocampo pagati perché insultassero lei e la sorella Venus, abituandole a ciò che da grandi avrebbero dovuto affrontare.

Quando sei Serena Williams, dunque, l’idea della sconfitta lascia spazio subito alla voglia di riscatto, al pensiero che tutto passa comunque e sempre. Perché la vera campionessa non vede il declino, semmai rincorre l’appuntamento col destino che le restituirà la gloria, che certamente arriverà.

Che qualcosa sia cambiato, però, si avverte distintamente: piedi e muscoli poco reattivi, fiato che viene a mancare, servizio ad intermittenza. E poi quegli incitamenti a se stessa, quelle urla immotivate, neanche fosse in una delle sue finali, quando per versare qualche goccia di sudore doveva complicarsi la vita da sola, tanto era netta la superiorità sulle avversarie. Serena non è più la stessa, vero. Semplicemente perché non poteva esserlo, dopo un anno e oltre di stop, dopo aver dato al mondo la sua Alexys Olimpia.

Ma sta nella promessa fatta alla figlia, la stessa per cui per poco non è morta sotto i ferri, la garanzia che la regina riavrà la sua corona. Ha detto di voler continuare a giocare ancora un po’, quel tanto che basta perché la sua bambina riesca ad avere ricordi positivi di lei in campo. E non sarà più la pantera di un tempo ma ha pur sempre talento smisurato, qualità fisiche e tecniche di un altro pianeta, e soprattutto una forte motivazione. Vincere per ciò che ha di più caro al mondo. Serena Williams è tornata, Serena Williams non è finita.

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