Piccolo e dimenticato Molise, l’Italia ti guarda

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Enigmatico per definizione, costantemente in bilico, sospeso in un limbo di natura esistenziale: perché se guardi le cartine geografiche il Molise lo trovi nel Centro Italia, ma in tutte le statistiche viene accorpato nel Meridione. Facile capire il perché.

Terra dimenticata, terra ricca di storia e giovane di ordinamento. Terra piccola, però. La meno popolosa della Penisola, adesso quasi in imbarazzo per le attenzioni che tutta Italia le rivolge. E non per le sue meraviglie storiche e di paesaggio, non per le eccellenze che meriterebbe di vedersi finalmente riconosciuta, ma per l’importanza politica che improvvisamente tutti le attribuiscono.

Perché a ciò che voteranno domenica meno di 250mila persone guarderanno con attenzione altri 46 milioni di connazionali. Quelli che per tanti anni, diciamolo pure, dell’esistenza del Molise si sono dimenticati. Quelli che faticherebbero pure a collocarlo sulle mappe. Ma il Molise dov’è? Ma il Molise esiste ancora?

Esiste, esiste. Ed è lì che si gioca il futuro del Paese, sempre lì che andrà in scena l’ultimo tentativo di un’alleanza M5s-Lega. Non è un caso che Di Maio ieri abbia confidato ai suoi: “Io mi fido di Salvini ma gli do una settimana di tempo per decidere. Poi, se non si muove, non resta che il Pd. O le urne“.

E quel muoversi di Salvini dipende dal Molise, dal risultato che la Lega otterrà in regione.  Perché se è comprensibile attendersi una crescita nelle percentuali dopo l’8% delle Politiche, clamoroso sarebbe invece un sorpasso ai danni di Forza Italia, che meno di un mese fa ha preso il 16%.

Così si spiega il tour de force di Berlusconi, che in Molise ha trascorso già due giorni, arrivando a promettere l’acquisto di una casa in regione in caso di vittoria del centrodestra. E tra selfie e strette di mano tornerà anche domani e dopodomani, in un ritorno alle campagne elettorali vecchio stile che certifica l’importanza della partita.

Perché una vittoria leghista su Forza Italia sancirebbe di fatto la rottura del vincolo tra Salvini e Berlusconi. E a quel punto sì che Matteo potrebbe salutare Silvio senza particolari paure, come fosse un partitino satellite, altro che il perno della coalizione.

Dal Molise, dal piccolo e dimenticato Molise, passano dunque le sorti future del Paese.

Salvini cerca nel Molise il coraggio che non ha. Di Maio spera nel Molise per raddrizzare la strategia che oggi lo vede perdente. E Berlusconi guarda al Molise come all’ultimo baluardo prima di cedere la fortezza.

In una terra di borghi medievali gli assedi ai castelli non sono una novità.

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