Se fossi un iscritto Pd…

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Se fossi iscritto al Pd questa mattina comprerei i giornali. Non Repubblica però, che dopo aver sentito Scalfari dire che il MoVimento 5 Stelle è la nuova sinistra non mi fiderei più. Servirebbe un giornale neutrale, uno di quelli che quando lo leggi fatichi a capirne la linea. La Stampa? No, lì comunque c’è l’ombra di De Benedetti. Il Giornale? Adesso non esageriamo.

Vabbé, niente giornali. Meglio i tg. Ma se Rai e Mediaset non sempre sono affidabili per diversi motivi, allora vada per SkyTg24, l’emblema dell’imparzialità. Però se penso che fino a qualche mese fa il direttore era Carelli

No, niente giornali, niente tv. Se oggi fossi un iscritto del Pd me ne andrei nella mia sezione di partito, nel luogo del confronto per eccellenza, lì troverei qualche compagno, qualche vecchio comunista col fazzoletto rosso al collo, qualche reduce dalla manifestazione del 25 aprile con tanti aneddoti da raccontarmi, tante cose da insegnarmi. Ma forse meglio non rischiare, potrei restare deluso nel trovare la sezione vuota,  che la politica ormai non si fa più come una volta, e tanto alla fine decidono sempre “i caminetti“.

Se fossi un iscritto Pd, allora, forse mi rinchiuderei in casa, fingendo di sottopormi ad una seduta psicanalitica, interrogandomi sul perché mi sono iscritto al Pd. E mi ripeterei tutte le differenze che dividono il mio Partito da quello di Di Maio.

Mi chiederei cosa c’entra il Jobs Act con il reddito di cittadinanza, cosa vuole farci una forza europeista con un’altra che vuole stralciare tutti i trattati dell’Unione. Mi domanderei per quale motivo oscuro il Pd dovrebbe prestare i suoi voti ad una forza che vuole abolire l’obbligatorietà dei vaccini. Per quale strano scherzo della storia il più grande partito del centrosinistra dovrebbe fare il governo con un MoVimento che per primo ha sondato Salvini (con tutto il rispetto per lui e per la Lega), il mio opposto, e soltanto dopo due mesi ha bussato alla mia porta, anche schifandomi un po’.

Se fossi un iscritto Pd, insomma, sarebbe una brutta giornata. Una giornata da dimenticare, come accade da un po’ di tempo a questa parte. Però una decisione, oggi, la prenderei: metterei mano al portafoglio, dove tengo la mia tessera e la tirerei fuori.

Poi la poserei sul comodino, in attesa di vedere cosa decide il mio Partito. E terrei a portata le forbici. Che ormai ho visto di tutto, forse pure abbastanza.

Se fossi un iscritto Pd, ma per fortuna non lo sono.

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