Salvini a Berlusconi: posso tradirti?

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Avesse avuto la forza (e i voti) di 10 anni fa Silvio Berlusconi, ad un certo punto del vertice a Palazzo Grazioli, Matteo Salvini lo avrebbe fatto gentilmente accompagnare alla porta. Anzi, questa riunione neanche ci sarebbe stata, a dirla tutta. Perché nessuno mai si sarebbe permesso di discutere – e addirittura contestare – la sua linea prima dell’ultimo giorno di consultazioni con il Presidente della Repubblica.

Ma che i tempi sono cambiati lo si intuisce proprio dal fatto che Berlusconi non abbia già fatto saltare il tavolo. Perché la richiesta di un appoggio esterno ad un governo tra Lega e 5 Stelle, praticamente la stessa che venne formulata da Di Maio e respinta due mesi fa da Salvini, oggi come allora è semplicemente indigeribile per Forza Italia. E a nulla servono le rassicurazioni di Giorgetti, i “non preoccuparti” di Matteo, che puntualmente rincuorano Silvio sul fatto che a Forza Italia verranno assegnati ministri d’area e la presidenza della Commissione che dovrà dare vita alla nuova legge elettorale.

Ma a cosa serve scrivere una legge elettorale se non ci sono più i voti? Perché in fondo è questo che chiede Salvini a Berlusconi: un passo indietro, più che di lato. Una resa senza combattere, che venga presentata all’opinione pubblica come il sacrificio del grande statista per il bene dell’Italia, ma che alla fine rappresenterebbe il passaggio di consegne naturale dal vecchio al nuovo leader del centrodestra.

Si parlano per circa due ore, senza capirsi. Con Berlusconi che ottiene di riaggiornarsi alla mattinata di oggi con una nuova riunione, prima di salire al Colle, dov’è attesa tutta la coalizione di centrodestra, unita. Ma il punto è che se anche la notte porta consiglio Berlusconi non ha forse più la forza per seguire il suo istinto, quello che gli suggerirebbe di mollare Salvini fin da subito.

Non ha dieci anni davanti per ricostruire la sua piattaforma. Non sembra avere il tempo per un nuovo predellino.

E a questo Matteo, che gli chiede il permesso di tradire, forse, dovrà pure dire di sì.

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