Per un Savona qualunque si strappa l’Italia

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La linea di non ritorno è stata varcata da un po’. Precisamente da quando Matteo Salvini ha chiarito che sul nome di Paolo Savona non arretrerà. Suggerimenti, proposte, idee, davanti alle telecamere; ma al tavolo con Giuseppe Conte quello per il ruolo di ministro dell’Economia diventa un diktat che dalle parti del Colle non vogliono e non possono tollerare.

Eppure è chiaro che Mattarella non ha alcun interesse ad impuntarsi. Per quale motivo dovrebbe opporsi alla nascita di un nuovo governo? Tanti sono stati i passi che il Quirinale ha compiuto affinché le forze politiche riuscissero a formare un esecutivo. Ha percorso diverse strade, promosso consultazioni su consultazioni, proposto perfino che fosse uno tra Di Maio e Salvini – se non addirittura entrambi – ad intestarsi la guida del governo. E allora perché proprio adesso Mattarella viene accusato di essere il sabotatore nemmeno tanto oscuro della partita?

Altra domanda: perché Paolo Savona a tutti i costi? Curriculum importante, non c’è che dire. Ma è davvero lui l’unico depositario della ricetta della salvezza italiana? Al Colle pensano il contrario. Ed è per questo che Mattarella indugia, frena, sconsiglia. Perché se pure qualcuno l’ha dimenticato, lui resta il Presidente “della Repubblica” e quella è chiamato a tutelare e a difendere. Anche dalle avventurose fughe in avanti che rischiano di mettere a repentaglio tutto il sistema di cui – è bene chiarirlo – facciamo parte tutti quanti.

Il punto, però, è che Mattarella per non forzare la mano quando poteva adesso si trova all’angolo. Perché i partiti “di maggioranza” hanno già dato il via ad una campagna elettorale contro il Colle che ha pochi precedenti nella nostra storia. Salvini ha iniziato a parlare di “frattura tra i Palazzi del potere e gli italiani“, Di Maio lo seguirà a ruota, e l’ipotesi che la gente si faccia convincere che la forzatura sia stata quella del Quirinale – e non dei partiti come in realtà è stato – è concreta.

Dovrebbe preoccuparci il fatto che per un Savona qualunque, sconosciuto ai più fino a dieci giorni fa, venga messa in discussione la più alta carica dello Stato. Dovremmo stare in allarme, pensando che un illustre sconosciuto può strappare l’Italia.

Sono tempi bui.

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