Salvini vuole fare il ministro solo a Como. In Calabria no

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È ormai evidente che Matteo Salvini non ha compreso gli oneri che derivano dall’onore di essere ministro degli Interni di un Paese come l’Italia.

Voglio credere infatti che la scelta di non far sentire in Calabria la presenza dello Stato dopo l’uccisione di Soumayla Sacko non sia una scelta condizionata dalle sue posizioni politiche o – peggio ancora – da malafede e ignoranza.

Sì, perché la presenza di Salvini a San Ferdinando, dopo l’uccisione a colpi di fucile del sindacalista del Mali, da oggi non è più una questione marginale. Non lo è dal momento che il titolare del Viminale annuncia col megafono del suo profilo Facebook di aver anticipato il suo rientro dalla Capitale per precipitarsi a Como, dove due autisti sono stati aggrediti da alcuni richiedenti asilo.

Non è evidentemente bastato, a Salvini, ottenere il proprio seggio in Senato proprio in Calabria e prendere un “barcone” di voti.

Il leader della Lega fa sentire la presenza dello Stato soltanto agli autisti di Como aggrediti. La Calabria, dove un ragazzo è stato sparato come fosse un uccello, può aspettare.

Da ministro dell’Interno a ministro dell’InterNord.

Basta dirlo.

Ho anticipato il mio rientro da Roma e sono venuto a Como per mostrare ai cittadini che lo Stato c’è e che intendo il…

Pubblicato da Matteo Salvini su venerdì 8 giugno 2018

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