Il delirio di Casaleggio sul Parlamento

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Se non fosse che Davide Casaleggio è l’erede al trono del regno a 5 Stelle si potrebbe anche far finta di niente. Se non fosse che il M5s alle ultime elezioni è stato ampiamente il partito più votato si parlerebbe di una boutade senza conseguenze. Ma siccome questi “se” non contano, allora è bene soppesarle le dichiarazioni del proprietario Rousseau, lo stesso che con naturalezza disarmante, così, come parlasse del meteo d’estate al bar, ha detto che tempo qualche lustro e il Parlamento non sarà più necessario.

E va bene l’antipolitica (anzi, va malissimo), va bene prendersela con gli assenteisti, inveire contro quei politici che fanno male alla democrazia tutta, ma adesso pensare che 60 milioni di italiani possano votare tramite computer la legge del giorno no, questo è troppo.

Come se domani, invece che rispondere al sondaggio online che ci chiede cosa ne pensiamo di questo o quel sito, invece che compilare la recensione di TripAdvisor, ognuno di noi, ma proprio ognuno, potesse legiferare su questioni delicate e potenzialmente esplosive. Dagli interventi militari all’eutanasia, dalla legittima difesa alla flat tax: decidi con un click, se possibile coi server di Casaleggio.

E addio a tutti quei discorsi sulla centralità del Parlamento. Un organo di controllo evidentemente inutile secondo Casaleggio, che della Costituzione si fa un baffo: meglio la piattaforma Rousseau. Anche se a quel punto addio Parlamentarie…A Montecitorio e Palazzo Madama resterà soltanto qualche funzionario, lo stretto indispensabile per ratificare le decisioni digitate online.

Ma qualcuno le decisioni prese dagli italiani della web-democrazia dovrà pure ispirarle. Resteranno solo i leader? Forse il punto vero è questo: alla fine, per Casaleggio, più di un Parlamento espressione di tutta l’Italia, più di un organo costituzionale di controllo, sono meglio i caminetti. E lo chiamano “cambiamento”…

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