Hanno approvato il Decreto Indegno

Spread the love

 

Come sempre c’è del trionfalismo, nelle parole di Di Maio post-qualsiasi cosa. Quell’abitudine un po’ arrogante e presuntuosa di farsi i complimenti da soli, quel modo di pensare a sé stessi come ad eletti dalla Storia, rigorosamente maiuscola. E allora ecco che pure il “Decreto Dignità”, la riforma del lavoro che è il primo vero atto del governo gialloverde, al di là dei proclami quotidiani di Salvini, al di là delle proroghe che creano solo danni sui vaccini, diventa un modo per ostentare, sbandierare, enfatizzare.

Cosa poi? Gli 8mila posti di lavoro l’anno che il suddetto Decreto farà perdere? Le difficoltà che creerà alle piccole e medie imprese? Le bolle di finta occupazione che finirà per alimentare con incentivi alle assunzioni non strutturali?

Di Maio lo descrive come il “primo decreto non scritto da potentati economici e lobby”. Rieccola, quella voglia di passare come il precursore, l’illuminato, il predestinato della politica nostrana.

La verità è che già nella scelta del nome della riforma ha fatto harakiri.

Chiamare Decreto Dignità un decreto semplicemente indegno è quanto meno un autogol.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.