La nuova casta

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I tempi cambiano. E ciò che ieri sembrava impossibile è oggi realtà. Succede così che a rappresentare il governo a Cernobbio, al Forum Ambrosetti che racchiude il gotha dell’economia e della finanza vada Matteo Salvini.

Lo stesso che fino ad un paio d’anni fa, invitato a partecipare all’incontro che ogni settembre si tiene sul Lago di Como opponeva un rifiuto quasi sdegnato:”Cernobbio? Mi sembra il concerto sul Titanic”.

Ma i violini, mentre la nave va a fondo, stavolta li suona proprio la sua Lega. Accompagnata da Giuseppe Conte, per una volta presente il presidente assente, l’uomo che rifiuta le ospitate televisive per evitare di trovarsi in imbarazzo, incerto tra un sì e un no, sempre a metà tra un ni e un boh.

E poi c’è Di Maio, che dalla Fiera del Levante di Bari prova a dettare un po di agenda: Tap no, centri commerciali aperti di domenica no, liberalizzazioni no. Come se ingrossare una macchina dello Stato già di per sé ingolfata non fosse un errore. Come se aumentare il carico invece che snellire fosse la ricetta giusta.

Ma tant’è. Da Bari a Cernobbio. Comandano loro. La nuova casta.

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