Razzismo, in Italia arriva l’Onu: grazie Salvini

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Per qualcuno sarà la solita esagerazione, l’intervento non richiesto di chi dovrebbe preoccuparsi di ben altre questioni. E forse è vero, ci sono situazioni più urgenti nel mondo (Siria e Libia per citarne un paio) dove l’intervento dell’Onu è non solo auspicabile ma necessario, dovuto.

Ma che a poco più di tre mesi dall’insediamento del nuovo governo l’Italia finisca nel mirino delle Nazioni Unite come luogo di “violenza e razzismo” la dice lunga sulla deriva presa dal nostro Paese. Segnatevelo: di questo nuovo “assalto esterno” ne godrà Salvini, che aggiungerà altro materiale al suo racconto tutto personale delle “intrusioni” della casta, dei poteri forti che vogliono sovvertire il nuovo ordine scelto dagli elettori.

Ma intanto resta l’infamia sull’Italia, passata nel giro di 100 giorni dal Paese dell’accoglienza a quello che crea “conseguenze devastanti per molte persone già vulnerabili”. Sappiamo di non essere questi. Ma questi siamo per chi ci guarda da fuori. Al punto che l’Onu invierà un suo team per monitorarci, per controllare da vicino la situazione. Da nazione valorosa a Paese problematico. Questo sì, in tempi record. Grazie Salvini.

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