C’è posta per noi

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Avvertiti da molto, messi in guardia a più riprese, hanno scientemente sfidato la logica e il buon senso, isolato l’Italia. Perché mai come oggi il nostro Paese si è ritrovato senza appoggi in Europa, e giustamente, viene purtroppo da aggiungere. Le ragioni stanno tutte nella lettera firmata Dombrovskis e Moscovici: il bilancio italiano mostra una deviazione “senza precedenti nella storia del Patto di stabilità”. E non si tratta di simpatie o antipatie, di partiti tradizionali che vogliono mettersi di traverso rispetto ai populisti italiani. Sono freddi numeri a tracciare la differenza tra gli impegni presi e le promesse non mantenute.

Così schizza lo spread, mai così alto da 5 anni a questa parte. Il tutto mentre il governo è impegnato in un balletto tragicomico su “manine” che “manipolano” i decreti. Ma il fatto che sia il debole Conte a cercare di dirimere la questione tra un Di Maio ossessionato dal complotto e un Salvini troppo furbo per non lasciar cadere nel ridicolo il suo partner di governo e rivale politico, la dice lunga sulla delicatezza di una questione che per l’Italia rischia di tramutarsi in poche settimane in uno dei momenti più complicati della storia repubblicana.

Entro lunedì il governo dovrà dare una risposta. Se Salvini e Di Maio non daranno segnali di risveglio (al momento insperati), già martedì potrebbe arrivare la bocciatura dell’Europa. Anche prima del giudizio delle agenzie di rating. Che per noi potrebbe avere il senso di quello universale. C’è posta per noi. E sono parole amare.

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