Qualcuno ha visto la Manovra?

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Agili come elefanti in una cristalleria, aggrovigliati come nodi che hanno allacciato consapevolmente, travolti da quella parolina che prima o poi arriva sempre: “realtà”. Luigi Di Maio e Matteo Salvini non hanno ancora partorito la Manovra. Pochissime altre volte nella storia della Repubblica era capitato che finito novembre una legge di bilancio non avesse ricevuto un primo via libera da parte di un’aula parlamentare. Del resto è o no il governo del cambiamento?

Quelli che non arretrano di un millimetro, quelli che chiedono rispetto, quelli che “l’Europa? Me ne frego”, sono appesi al signor Conte e a ciò che riuscirà a strappare di buono a Buenos Aires. Quelli che non tradiranno gli italiani, quelli che la ricetta per la crescita l’hanno avuta sempre in tasca, hanno visto il Pil in discesa nell’ultimo trimestre e hanno capito finalmente che il Paese non può permettersi di tirare ai dadi.

E allora ecco sorgere il problema politico: chi ammette il torto? Chi rinuncia? Chi ce l’ha il coraggio di andare davanti agli italiani e dire: “Sapete, per il reddito di cittadinanza non bastano i soldi per tutti tutti..”. Chi la trova la faccia tosta di dire che “quota 100” è un bel casino, che forse bisognerà slittare e slittare ancora per ridurre i costi? Conoscendoli né Salvini né Di Maio.

Si presenteranno sui loro social e racconteranno la loro versione travisata delle cose. Tanto nessuno verifica, nessuno contraddice, è tutta una fiction. Ma per chi ancora qualche interrogativo se lo pone, per chi ha ancora la pretesa di ottenere dalla politica delle risposte, una domanda c’è: qualcuno ha visto la Manovra?

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