Circumvesuviana. Tre animali. Italiani, Salvini.

Non c’è nessuna consolazione, nessun senso di rivalsa, semmai di vergogna, nello scoprire che a violentare una ragazza di 24 anni nell’ascensore della Circumvesuviana a San Giorgio a Cremano sono stati tre italiani del posto. Nessuna scorciatoia per aggirare l’orrore del dopo (nostro) e il terrore del durante di una ragazza che ha avuto una sola colpa: trovarsi nel posto sbagliato, nel momento sbagliato, con le persone sbagliate.

Errore, correggiamolo subito: persone non sono. La giusta definizione l’ha trovata il sindaco Zinno: “Sono tre animali”. Tre animali italiani. Non per essere razzisti con la nostra stessa razza, come stupidamente credono i razzisti veri. Piuttosto per affermare un principio di verità: le bestie non guardano al colore della pelle e alla nazionalità, hanno un codice comportamentale universale che le caratterizza come tali. Le bestie non conoscono razzismo.

Ecco, a questa uniformità di comportamenti non corrispondono le reazioni del ministro dell’Interno twittante. Salvini, così reattivo quando si tratta di cinguettare sulle azioni della polizia contro gli extracomunitari, talmente rapido da mettere a rischio la riuscita dei blitz contro la mafia nigeriana, diverse ore dopo un caso di cronaca che ha scosso l’Italia intera, tace. O meglio, preferisce parlare di stupratori catturati a Santo Domingo e dello sgombero della baraccopoli di San Ferdinando.

Prima gli italiani, Salvini. Prima gli italiani.

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