Nel buco nero della politica italiana

Un grande giorno per l’Umanità, un altro pessimo per l’Italia. Parafrasando Neil Armstrong il giorno dopo i festeggiamenti per la prima foto di un buco nero – la conferma che un certo Einstein aveva sempre avuto ragione – il paragone con le faccende nostrane è a dir poco impietoso.

Il primo parallelismo che si può tracciare riguarda la teoria della “relatività”. Ovvero, ciò che è chiaro per gli istituti economici di tutto il mondo, cioè che i nostri conti pubblici vanno malissimo, per il governo lo è “relativamente”. C’è Salvini, ad esempio, che va sostenendo che la flat tax si farà senza aumentare l’Iva. Tria, per restare in tema, gli ha spiegato che questa cosa infrange ogni legge matematica: la scienza non ha ancora inventato un modo per creare soldi dal nulla, la Lega ci sta lavorando.

Dallo scatto del buco nero che ha fatto la storia al buco nei conti pubblici che lascerà questo governo il passo è breve. Non si tratta di anni luce: basterà attendere poche settimane, al massimo dei mesi. In autunno sarà chiaro che il prossimo asteroide in arrivo ha le sembianze di una crisi.

Di Maio nel frattempo vuole fare il Salvini. Ogni occasione è buona per fare il cattivo. Il mariuolo di Pomigliano vuole rosicchiare consensi e ha dato via ad una nuova missione che in confronto quelle spaziali sono una barzelletta: “Evitare l’estinzione del MoVimento 5 Stelle”. Dopo le promesse tradite, la manifesta incapacità del pilota alla guida della navicella, è più facile attendersi un’invasione marziana.

La verità è che gli scienziati di tutto il mondo che hanno impiegato anni, decenni, per scattare la prima foto di un buco nero, hanno sprecato tempo, risorse, energie. Bastava aspettare la stagione 2018-2019, puntare i telescopi verso il basso: direzione Roma, governo Conte, vicepremier Di Maio e Salvini. Le coordinate sono chiare: il buco nero della politica italiana è profondo, immenso, tutto risucchia, tutto divora, pure il buon senso. E no, qui non abbiamo Einstein.

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