Quel mitra è scarico

L’arroganza e la tracotanza finiscono prima o poi per fare danni. Luca Morisi, l’artefice del successo social di Matteo Salvini, non solo è il mago che ha inventato quella macchina fagocita-like chiamata “Bestia”, ma ieri ha anche dimostrato di avere una sensibilità inferiore a quella di una bestia, con la b minuscola. Pubblicare la foto di Salvini che imbraccia un mitra nel giorno di Pasqua è di per sé un errore marchiano. Farlo dopo la notizia degli attentati in Sri Lanka che hanno ucciso centinaia di persone non solo è gravissimo, ma anche segno di ignoranza.

Salvini ovviamente non licenzierà Luca Morisi. Così come Conte non si privò dei consigli di Casalino dopo le orrende frasi sui disabili e il Movimento 5 Stelle capeggiato da Di Maio non rinunciò a proteggere il proprio uomo della comunicazione. Questo governo litiga praticamente su tutto, ma è accomunato da una tendenza: quella di difendere l’indifendibile.

D’altronde c’è da capirlo, Salvini. La politica per lui è questo: comunicazione. Di quali contenuti è un problema secondario. Non lo riguarda. Per quello c’è Morisi. L’uomo che scandaglia i commenti degli utenti sui social, ne annusa gli umori e ne asseconda gli istinti. Questa volta però ha sbagliato: pure il re degli algoritmi è umano.

L’autogol è evidente, non ha bisogno di troppe spiegazioni. Le strumentalizzazioni di parte, però, lasciatele stare. Il problema non è tanto ciò che si comunica con quello scatto. Nessuno con un briciolo di buon senso può pensare che il messaggio che si vuole dare è che chi si oppone a Salvini verrà sparato. Il vero guaio è che Salvini fa politica senza avere una politica in mente. Vuol dire che può fare danni, seri.

I messaggi più incisivi che ha partorito in questi mesi di governo sono uno slogan, #portichiusi, e un tipo di colazione, pane e nutella. Siamo di fronte ad un influencer che ha sbagliato mestiere, ad un malato da social che grazie ai social si è ritrovato al Viminale. Quel mitra purtroppo è scarico, di idee.

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