Sta nascendo il PDi Maio?

L’indole di una certa sinistra è la stessa da sempre: il fascino esercitato dal potere è per alcuni dirigenti irresistibile. Ma cercare di tornare alla guida del Paese aggirando il problema del consenso è un errore tragico, come il piano che sta balenando nella mente di alcuni politici del Pd, impegnati in tentativi di abboccamento a dir poco comici nei confronti del MoVimento 5 Stelle.

Graziano Del Rio è una persona seria, ma le sue parole a “La Stampa” dovrebbero preoccupare non poco gli elettori che hanno votato Partito Democratico con la consapevolezza di essere “altra cosa” rispetto ai pentastellati.

I sospetti che fin da subito hanno accompagnato l’elezione a segretario di Nicola Zingaretti sembrano confermati dai movimenti delle ultime settimane. Del Rio che porge la mano ai 5 Stelle e si dice disposto a discutere su temi come salario minimo, conflitto di interessi e taglio dei parlamentari pensa di fare “qualcosa di sinistra”, ma sfoderare il repertorio di Nanni Moretti non basta a restituire rappresentanza ad un popolo.

Bisogna uscire da un equivoco: il MoVimento 5 Stelle, che si è sempre definito una forza post-ideologica, non è “la nuova sinistra” come azzardò assurdamente Eugenio Scalfari qualche tempo fa. Piuttosto è corresponsabile di un governo di estrema destra che sta distruggendo il Paese.

Qualche mese fa fu Renzi ad evitare che il Pd consegnasse il centrosinistra ai 5 Stelle. Ora quel salvagente non c’è più. Se da una parte l’intervista di Del Rio può essere letta come il tentativo di incunearsi tra MoVimento 5 Stelle e Lega per farne esplodere le contraddizioni, dall’altra c’è il rischio concreto che questa manovra si configuri come attività di preparazione del terreno in vista di future alleanze, anche senza nuove elezioni ma con un semplice cambio di maggioranza in caso di caduta del governo.

L’obiettivo del Pd, detto da chi non è del Pd, dev’essere sconfiggere il MoVimento 5 Stelle, non esserne la stampella. Dimostrare che la buona politica vince sull’anti-politica, che i progressisti sono meglio dei populisti.

Scegliere di rincorrere Di Maio, oltre a portare all’auto-distruzione, conduce anche all’umiliazione. Basta leggere la replica che il capo grillino ha riservato all’apertura di Del Rio:”Se il Pd vuole votare quelle proposte avrà l’occasione di redimersi da quanto non ha fatto in questi anni”.

Porgere la mano è diverso che porgere la guancia. Il Pd provi a fare il Pd. Non ceda alla tentazione di fondare il PDi Maio.

Una risposta a “Sta nascendo il PDi Maio?”

  1. Io penso che Scalfari si fumi qualcosa. Prima risponde a Floris che si alleerebbe piuttosto con Berlusconi, ma mai con i 5 stelle, poi che i 5 stelle sono la nuova sinistra, prima dice da Floris che Renzi è suo figlio e che le sue riforme costituzionali sono così importanti che il referendum andrebbe rifatto, poi, sempre da Floris, che Renzi è un populista perchè è un dittatore. E Del Rio segue a ruota sui 5 stelle. Ecco, per migliorare la politica penso che il primo provvedendo dovrebbe essere la proibizione della marijuana per uso personale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.