Ossessionati da Matteo Renzi

Matteo Renzi può risultare più o meno simpatico a seconda dei punti di vista. Le sue scelte politiche possono piacere oppure no. Ma ciò che sta accadendo in questi giorni nel governo (un governo che lo diciamo subito, non ci piace) è la prova di quanto il cosiddetto “fuoco amico” denunciato a più riprese dall’ex segretario del Pd non fosse un’invenzione. E’ la conferma di come una parte di questo Paese sia pericolosamente ossessionata dalla sua figura politica.

Non ci sono dubbi sul fatto che la nascita di Italia Viva sia stata dettata oltre che da ragioni “patriottiche” anche da un discorso di “interesse”. Con una sola mossa Matteo Renzi ha ottenuto due obiettivi: messo all’angolo Salvini e riacquisito una centralità altrimenti smarrita. C’è chi si indignerà per la sua conduzione spregiudicata, ma a livello puramente strategico c’è solo da applaudire. Non c’è stato niente di illegittimo in questa partita: c’è stata una giocata ardita, che è riuscita, e ha spostato gli equilibri.

C’è da prenderne atto. Ma il Pd e la sua nuova fidanzata, il MoVimento 5 Stelle, non ci riescono. Se Italia Viva propone di mettere da parte risorse per il 2021 e finanziare uno shock sull’Irpef sta tramando contro il governo. Se Renzi chiede di tagliare le spese per i servizi per reperire risorse sta facendo il fenomeno (cit. Conte). Se Renzi che ufficialmente – lo ribadiamo, ufficialmente – ha creato Italia Viva per evitare l’aumento dell’Iva si oppone alla possibilità di rincari e rifiuta l’idea che il suo partito diventi “Italia Iva” per il Pd e il M5 sta reclamando “spazio personale”.

Siamo di fronte ad un fenomeno particolare, ad una dinamica psicologica che andrebbe analizzata, studiata. Curata. E’ come aver percorso un tratto di vita insieme, lasciarsi, e non accettare che l’altro/a ad un certo punto volti pagina, davvero. Sì, c’è ancora qualcosa, un legame con cui “fare i conti”: i figli, gli amici, le case. In questo caso è il governo. Ma non c’è altra strada se non quella di mettere da parte il rancore. E provare a fidarsi. Impossibile? Va bene, ma allora ditelo che siete mossi dal pregiudizio, inguaribilmente vittime di un’ossessione.

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