Perché sono contrario al “governo Amuchina”

Chi segue questo blog è a conoscenza della scarsa simpatia nutrita nei confronti di Giuseppe Conte. Niente di personale, nulla da attribuire allo stile compassato del premier, cui riconosco uno stile certamente più istituzionale del suo principale contraltare, Matteo Salvini. Piuttosto un giudizio sul suo operato, insoddisfacente, blando, opaco, nel corso dei due governi che ha avuto l’onere, ma soprattutto l’onore di presiedere. Una politica estera inconsistente, una politica interna timida, hanno fatto di lui un presidente del Consiglio a mio avviso sostituibile. Di fatto non ci troviamo dinanzi ad uno statista di cui la storia narrerà le gesta. Non è Churchill, per capirci.

Eppure il tentativo di spodestarlo ora da Palazzo Chigi con quello che è stato ribattezzato “governo Amuchina” mi infastidisce, mi insospettisce. No, non sono lunatico e neanche meteoropatico. Non ho cambiato idea rispetto a quanto scritto su Giuseppe Conte soltanto poche righe fa. Il fatto è che resto convinto che un governo debba cadere per ragioni politiche. E il Coronavirus, la sua gestione, non rappresentano un motivo “politico” valido per cambiare esecutivo. Non ancora, almeno.

Come – si dirà – cosa c’è di più politico di questa emergenza? Niente, risponderei, ma il punto è che ci troviamo di fronte a qualcosa di talmente nuovo che nessuno, in tutta onestà, può dire se il governo abbia operato nel complesso bene o male. Soltanto le prossime settimane, la piega che il virus prenderà nel resto d’Europa, ci diranno se il governo Conte II ha sottovalutato il problema o se alla fine questo problema era comunque più forte di qualsiasi governo. E ancora: solo i prossimi giorni ci chiariranno le capacità del governo di gestire l’emergenza sanitaria interna che rischia di originarsi come conseguenza dell’aumento dei contagi.

Si dica: vogliamo cacciare Conte perché ha dimostrato di non essere il premier che pensavamo, che volevamo che fosse. Si dica: vogliamo toglierlo da Palazzo Chigi perché temiamo che col tempo possa affermarsi come leader di un’area politica che rischia di farci concorrenza. Si dica: vogliamo riportarlo a fare il professore universitario perché ci sta semplicemente molto antipatico e di vederlo tutti i giorni in tv siamo stanchi. Ma non si dica che bisogna cacciare Conte per il Coronavirus. Le bugie, le buffonate, queste bisognerebbe mettere in quarantena.

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