Perché la pandemia ci farà bene

Questa pandemia ci farà bene. Questa dichiarazione da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ovviamente.

In Italia, purtroppo, abbiamo già da settimane un’epidemia in corso. Per questo la decisione del direttore dell’OMS Ghebreyesus (e speriamo che la parte finale del suo cognome ci dia una mano) non cambia pressoché nulla nella nostra gestione del coronavirus. Gli inviati dell’Organizzazione sono già venuti in Italia. Hanno già eseguito i loro controlli, fornito i loro consigli, espresso il loro apprezzamento per come il governo sta muovendosi.

La storia vuole che una dichiarazione di pandemia venga rinviata il più possibile. Questo perché una consapevolezza simile può avere sulla popolazione mondiale ricadute psicologiche devastanti: la paura irrazionale, il terrore della fine dei tempi, la diffusione del panico su scala globale. Paradossalmente, però, questa mossa di Ghebreyesus si rivela provvidenziale per il motivo inverso: la dichiarazione di pandemia può finalmente rappresentare una sveglia per quei Paesi che dal coronavirus sono stati fino ad ora soltanto sfiorati.

Dalla vicina Europa fino agli Stati Uniti: non tutti sono convinti del fatto che il Covid-19 riserverà loro lo stesso durissimo trattamento che stiamo provando sulla nostra pelle. Se non fossero convinti che il virus sarà con loro più clemente, i nostri fratelli del continente e quelli Oltreoceano, anziché minimizzare, avrebbero già messo in campo misure proporzionali al rischio che tra qualche giorno si troveranno ad affrontare.

Non è un caso che proprio oggi Ghebreyesus abbia ricordato che l’Organizzazione mondiale della sanità “è profondamente preoccupata sia dai livelli allarmanti di diffusione e gravità, sia dai livelli allarmanti di inazione“. Da questo momento, giorno dopo giorno, dovranno dimostrare di essere attrezzati per affrontare la tempesta che li attende.

E noi dovremo tifare per loro: per uscire totalmente dall’incubo, non dipendiamo soltanto da noi stessi. Lo abbiamo visto: il mondo è davvero piccolo.

Per questo la dichiarazione di pandemia può essere l’inizio della risalita: abbiamo la diagnosi del medico. Il mondo sospettava da tempo di stare male, presentava una sintomatologia diffusa: oggi ne ha la prova. Scegliere di curarsi o fare finta di nulla è sempre una scelta del paziente.

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