Come on, Boris!

Boris Johnson è ricoverato in terapia intensiva. Il primo ministro della nostra amata Inghilterra lotta per la vita. Questo basta, o almeno dovrebbe, per stringerci attorno agli amici dell’isola. Poi ci sono gli sciacalli, quelli che “dopotutto se lo merita”, quelli che “eh…il karma”. A tutti questi personaggi questo blog non darà spazio.

Certo, rimane quella frase infelice: “Molte famiglie perderanno i propri cari prematuramente”. Schietta, intrisa di una verità sferzante, indelicata. Ma pur sempre una verità. E certamente suggerita dagli scienziati. Gli stessi che ancora pochi giorni fa (leggere il Times di martedì) rilanciavano l’idea di inseguire l’immunità di gregge. Gli esperti descrivevano un Paese “all’angolo”, senza una sicura via d’uscita dall’emergenza, e per questo consigliavano a Downing Street un’inversione di marcia, l’ennesima, dopo la scelta di affidarsi al lockdown.

Ancora poche ore fa, Johnson cinguettava su Twitter dicendo di essere ricoverato ma in “buono spirito”. Ciò che rende unici gli inglesi è proprio questo: la loro forza d’animo, l’ironia anche nei momenti tragici, la capacità di tenere duro.

Più volte, su queste pagine, abbiamo rimarcato la diversità tra Johnson e altri conservatori celebri come Trump e Salvini. Tra loro una differenza culturale abissale, tutto a favore di BoJo. Eppure neanche questa sarebbe una discriminante per tifare per l’uno o per l’altro in una situazione simile a quella vissuta dal primo ministro inglese. Siamo esseri umani: possiamo sbagliare una battuta, non dimenticare la nostra natura.

Forza. Come on, Boris!

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