Conte trova un comproMes

Non è la vittoria epocale che Conte cerca di veicolare nei tg delle 20. Ma nemmeno è la svendita dell’Italia che Matteo Salvini annuncia su Twitter, parlando di “ladri di futuro, democrazia e libertà“. L’esito del Consiglio Europeo di oggi è quello che ci attendevamo: un buon pareggio in trasferta. Ancora lontano dall’essere ricordato dagli storici come il giorno che invertì la rotta economica del Vecchio Continente al tempo del coronavirus, ma abbastanza per dire che l’Europa batte un colpo. Timido, debole, ma pur sempre un colpo.

Non ci sono certezze sulle cifre, sui tempi, sulle modalità delle misure che verranno messe in campo. E questo basta per smentire sul nascere le sentenze di chi, a pochi minuti dalla fine del vertice, già interviene sui social per parlare di successo storico o nuova Caporetto italiana.

  • Se ancora non è stato deciso se i soldi del Recovery Fund saranno sussidi senza obbligo di restituzione (come chiede l’Italia) o prestiti (che in quanto tali dovranno essere rimborsati come chiedono i Paesi del Nord), allora di cosa parliamo?
  • Se non conosciamo nel dettaglio a quanto ammonterà il Recovery Fund (sappiamo solo dalla presidente von der Leyen che sarà nell’ordine di “migliaia di miliardi”, secondo Conte 1500), di nuovo, di cosa parliamo?
  • Se non sappiamo da quando i trasferimenti di questo Fondo partiranno, infine, di cosa parliamo?

Risposta: parliamo di un indirizzo politico che l’Europa si è data, il primo passo di una partita più lunga e ancora tutta da giocare.

Mes no, coronabond sicuramente sì“, così parlava Giuseppe Conte poche settimane fa in diretta nazionale. Il risultato è opposto: avremo il Mes (ed è un bene perché ci consentirà di intervenire sulla rete sanitaria) e non avremo i coronabond (perché mai Germania e Olanda avrebbero dovuto accollarsi anche il rischio dei nostri debiti pregressi? Solidali sì ma fessi no).

Dunque, politicamente Conte ha perso. Ha alzato l’asticella ed è rimasto sotto. Ma se il premier, nei prossimi giorni, dovesse riuscire ad ottenere condizioni vantaggiose per l’Italia attraverso i recovery bond (una condivisione europea del debito ma NON di quello passato, com’è giusto che sia) avrà fatto l’interesse nazionale. Ciò che si chiede ad un Presidente del Consiglio. Meglio dei tweet, delle conferenze su Facebook, delle dichiarazioni ai tg.

Per ora teniamoci il pareggio: Conte porta a casa l’unica cosa possibile, un comproMes.

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