Governatrice Santelli, ci ripensi

Jole Santelli

Cara governatrice Santelli, l’ordinanza con cui ieri sera ha autorizzato la ripresa di alcune attività in Calabria ha dato il via ad uno scontro istituzionale tra Governo e Regioni di cui in questo particolare momento storico non si sentiva il bisogno.

Da libero cittadino, da osservatore indipendente, da amante della politica apartitico, da ragazzo di 28 anni, non mi sfuggono le ragioni sociali ed economiche alla base della Sua decisione. Non sono a me sconosciute le sofferenze di tanti lavoratori che in queste settimane, alla paura del virus, hanno dovuto sommare anche l’incertezza del domani.

Le dirò di più: non credo che Lei abbia operato tale scelta seguendo una logica prettamente “politica” (nell’accezione peggiore del termine) come qualcuno malignamente sostiene. Non penso, come in molti sui social suggeriscono in queste ore, che la Sua ordinanza risponda al desiderio di portare il governo ad impugnarla. Per poi dire, a crisi in corso, “avete visto? Io volevo riaprire e salvare l’economia: Conte me lo ha impedito“.

Né posso credere che proprio a Lei, che in tempi non sospetti ha chiuso la Regione per evitare l’ondata di contagi dal Nord, non stia a cuore la salute dei calabresi. A maggior ragione avendo ben presente le carenze della sanità regionale, e sapendo – dunque – che col fuoco noi calabresi proprio non possiamo permetterci di scherzare.

Questa lunga premessa per darle un umile suggerimento: piuttosto che far passare nel resto d’Italia l’immagine di una Calabria che cerca scorciatoie, dia seguito all’impegno e al sacrificio che hanno portato la nostra Regione ad essere citata come esempio virtuoso persino dal New York Times. Anziché inseguire le sirene del salvinismo, dimostri che Forza Italia possiede forza e autonomia necessarie a realizzare il proprio modello di centrodestra. Invece di lanciare un messaggio da “liberi tutti” si muova nelle maglie del decreto nazionale e si limiti a consentire la ripresa delle attività che prevedono una bassa affluenza di persone, scongiurando così qualsivoglia rischio di assembramento.

E’ chiaro che la “nuova normalità” sarà diversa. Sappiamo che a mascherine, guanti e distanziamento fisico (prima che sociale) dovremo fare il callo. Ma muoversi in concordia con lo Stato dovrebbe essere oggi l’imperativo di ogni governatore di Regione. Evitare il rischio di una reciproca delegittimazione significa porre le basi della vera ripartenza. Possibile solo se tutti, da Nord a Sud, sapremo remare dalla stessa parte e con lo stesso vigore. Cara governatrice Santelli, il 18 maggio non è lontano: ci ripensi.

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