Bonafede è salvo, la Giustizia no

Come ha sintetizzato Matteo Renzi nel suo intervento al Senato, oggi la “vendetta” nei confronti di Alfonso Bonafede era stata servita su un vassoio d’argento.

Ma se il leader di Italia Viva ha ragione nel dire che la politica è una cosa e la vendetta personale un’altra, allo stesso tempo sbaglia adducendo ragioni politiche per giustificare il suo voto contrario alle mozioni di sfiducia presentate dalle opposizioni.

E’ vero, Giuseppe Conte ha politicizzato il dibattito su Bonafede. Ha reso la mozione di sfiducia individuale contro il Guardasigilli una mozione di sfiducia nei confronti dell’intero esecutivo. Se Renzi avesse sfiduciato Bonafede si sarebbe aperta un attimo dopo la crisi di governo.

Ma il punto è un altro: cosa c’è di più politico della tutela della Giustizia? Cosa c’è di meno “individuale” di proteggere il dettato secondo cui “la legge è uguale per tutti”? In una domanda: su quali temi è sacrosanto far cadere un esecutivo se non sulla Giustizia?

Se un intero governo, un presidente del Consiglio, un partito di maggioranza relativa in Parlamento, non hanno il coraggio politico di chiedere ad un proprio esponente inadeguato e dannoso di fare un passo di lato, allora quale alternativa c’è alla sfiducia? Risposta: nessuna.

Se si sostiene che in questo momento aprire una crisi di governo sia da irresponsabili si diffonde una grande fake news. I Paesi hanno bisogno di stabilità, questo è vero. Ma soprattutto hanno bisogno di un governo che sappia governare.

La tesi per la quale questo esecutivo doveva restare in sella a tutti i costi, salvo far sprofondare il Paese nel caos, era valida nel mese di febbraio, in quello di marzo e ancora ad aprile. Per questo motivo ho criticato chi – nei giorni dell’emergenza – tramava nell’ombra per dare vita ad un “governo Amuchina“.

Ma al giorno 20 del mese di maggio, con il Paese che lentamente riparte o prova a farlo, anche la Politica deve assumersi le sue responsabilità. Soprattutto la Politica non può usare l’emergenza per nascondere le proprie debolezze, le proprie paure.

Oggi Bonafede è salvo: lo stato di diritto, la Giustizia, l’Italia, meno.

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