“Pazzi irresponsabili”. Da quale pulpito?

Giorgio Gaber si chiedeva “che cos’è la destra, cos’è la sinistra?”. Alla prima domanda sento di poter rispondere con una negazione: la destra – quella moderna, democratica, presentabile – non è di certo incarnata da Giorgia Meloni.

Lo ammetto, non ho mai creduto che la linea politica di Fratelli d’Italia potesse discostarsi più di tanto dalle vette populiste raggiunte da Matteo Salvini. Non ho mai sperato che la parola moderazione, patrimonio oggi custodito nel centro-destra dalla sola Forza Italia, potesse quanto meno per logiche di convenienza (accalappiare i voti centristi) attecchire anche nel partito guidato dall’ex ministro per la Gioventù. A differenza di illustri analisti politici e rispettabilissimi giornali, non ho mai neanche lontanamente pensato che Giorgia Meloni disponesse della statura adatta a guidare l’Italia. E devo dire che oggi, dopo aver ascoltato il suo intervento alla Camera, ho capito che non mi sbagliavo.

Non sono stati tanto i toni urlati in Parlamento a convincermi che per una volta c’avevo visto giusto. All’opposto: basta spogliare l’arringa dall’innegabile energia di Giorgia per chiedersi se quell’intervento provenga che so, da un Pappalardo di turno (non il mitico Adriano, bensì il negazionista del virus), o se invece non sia stato partorito da un Matteo Salvini di genio. Insomma: per venire colpiti dalla sua pochezza.

I migranti, viva la fantasia, descritti come invasori, intenti a “violare i nostri confini” neanche fossero soldati di un esercito nemico. E poi le accuse: “Siete pazzi irresponsabili!”. Da quale pulpito, Giorgia, verrebbe da domandare.

Quelli che parlano di restituire la libertà agli italiani dopo la tragedia collettiva che questo Paese ha vissuto e dal quale nessuno può dirsi ancora al riparo, dovrebbero ricordare la lezione appena impartita dal coronavirus: ai politici, soprattutto in queste fasi, serve armarsi di prudenza. Piuttosto che parlare insomma di “deriva liberticida” – non si capisce perché visto che fortunatamente la quarantena è finita da un pezzo – servirebbe evitare di incappare in figuracce pericolose per la propria reputazione e per la salute pubblica come quelle infilate da Salvini nel pieno della pandemia: “aprire, chiudere, no riaprite, anzi chiudete, ma sì riapriamo”.

Servirebbe equilibrio, bisognerebbe avere rispetto dell’intelligenza degli italiani. A maggior ragione se ci si professa sovranisti, bisognerebbe quanto meno riconoscerlo, l’interesse nazionale. Invece Giorgia Meloni preferisce buttarla in caciara.

Guardate: come avrà capito chi legge questo blog da più tempo, io non amo Giuseppe Conte. Ma voglio solidarizzare con lui per una volta. Non so se davvero ha riso durante l’intervento della leader di Fratelli d’Italia, ma al suo posto non so dire se avrei saputo mantenere il consueto aplomb. Aggiungo che lo capisco, e lo giustifico, per un motivo di più: lui sghignazza perché ha compreso che fino a quando la destra avrà come massimi rappresentanti Salvini e Meloni sarà difficile che qualcuno lo spodesti. Più facile gli tenda un tranello qualche suo alleato. Però non rida troppo, che poi magari anche Matteo e Giorgia se ne accorgono e per fargli dispetto iniziano a fare un po’ di politica. Metti caso ne siano capaci…

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