Il modo migliore per ricordare Jole Santelli è non dimenticare la Calabria

Jole Santelli

Jole Santelli è morta lasciando sgomenta la Regione che governava e la politica tutta. Ma al di là del vuoto istituzionale, delle prossime elezioni in Calabria, della corsa alla sua poltrona che si scatenerà nei prossimi giorni (e per qualcuno è già iniziata), a colpire sono oggi i messaggi di cordoglio arrivati indistintamente da tutto l’arco costituzionale. Non solo gli amici e i colleghi di Forza Italia, il cui dolore era scontato, atteso; ma soprattutto gli avversari politici, i rivali di mille battaglie, i contendenti che hanno saputo cogliere la portata del momento, dare un senso alla parola “rispetto“.

Ci sarà tempo per discutere sull’eredità politica di Jole Santelli, sui suoi mesi al governo della Regione Calabria, su scelte e messaggi sbagliati, anche recenti. Così come si potrà essere orgogliosi sempre della sua tenacia, della sua combattività, del suo impegno per la terra che amava indubitabilmente. Questo è fare politica. Questo è ciò che si dovrà fare, ma a partire da domani.

Certo, però, sarebbe bello se gli stessi che oggi lasciano sui social i loro messaggi di profonda commozione, mettessero da parte bandiere di partito e differenze politiche, remando – per una volta – tutti dalla stessa parte. Se non intendono farlo per questa bella e disgraziata terra, la Calabria, potrebbero scegliere di farlo per la persona che li ha incredibilmente riuniti sotto le uniche insegne che realmente contano: quelle dell’umanità.

Ecco, forse non ci sarebbe modo migliore per ricordare Jole Santelli, per far sì che la morte di una donna di 51 anni non si limiti all’occasione per ottenere qualche like. Prima di ricominciare come se niente fosse, sulla pelle dei calabresi.

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