I 25 passaggi chiave del discorso di Mario Draghi

Ecco un’analisi del discorso con cui Mario Draghi ha chiesto la fiducia al Senato. Tra detto e non detto, il premier conferma quanto scritto in questi giorni: non è un tecnico, è un politico. Ha un vantaggio: è un uomo libero, un servitore dello Stato.

  1. Autocritica. Ma come, proprio lui che è il migliore inizia con delle scuse? Il segno dell’umiltà. Mario Draghi si presenta agli italiani mostrando capacità di autocritica, non c’eravamo abituati. La chiusura degli impianti sciistici senza preavviso è stata la conferma di un metodo inaccettabile (sul merito non si discute, non siamo scienziati). Draghi al riguardo prende un impegno a “informare i cittadini con sufficiente anticipo, per quanto compatibile con la rapida evoluzione della pandemia, di ogni cambiamento nelle regole“. Buon inizio.
  2. Riforme e urgenza del momento.Il Governo farà le riforme ma affronterà anche l’emergenza. Non esiste un prima e un dopo. Siamo consci dell’insegnamento di Cavour:”… le riforme compiute a tempo, invece di indebolire l’autorità, la rafforzano”. Ma nel frattempo dobbiamo occuparci di chi soffre adesso, di chi oggi perde il lavoro o è costretto a chiudere la propria attività“. Questo passaggio, la citazione di un padre della Patria come Cavour, definisce ciò che rende speciale Mario Draghi: capacità di visione (il passaggio sulle riforme), ma anche pragmatismo (“Dobbiamo occuparci di chi soffre adesso“). Non è un economista chino sui manuali universitari, un teorico che analizza i freddi numeri: Draghi è un politico, lo ribadisco.
  3. Emozione.Nel ringraziare, ancora una volta il presidente della Repubblica per l’onore dell’incarico che mi è stato assegnato, vorrei dirvi che non vi è mai stato, nella mia lunga vita professionale, un momento di emozione così intensa e di responsabilità così ampia“. Perché va bene “Super Mario”, ma Draghi è un essere umano: non c’è BCE che tenga, il governo del proprio Paese è un’altra cosa.
  4. Eleganza istituzionale. “Ringrazio altresì il mio predecessore Giuseppe Conte che ha affrontato una situazione di emergenza sanitaria ed economica come mai era accaduto dall’Unità d’Italia“. Un passaggio all’insegna dello stile, un ringraziamento per un premier che ha dovuto affrontare difficoltà senza precedenti. Un gesto da signore, non scontato.
  5. La formula di governo.Si è discusso molto sulla natura di questo governo: è il governo del Paese“. Draghi chiarisce che il suo esecutivo sarà quello della Nazionale italiana: togliete pure le maglie dei club, sembra dire ai politici, c’è un Mondiale da giocare con quella azzurra.
  6. Protezione.Si è detto e scritto che questo Governo è stato reso necessario dal fallimento della politica. Mi sia consentito di non essere d’accordo. Nessuno fa un passo indietro rispetto alla propria identità, ma semmai, in un nuovo e del tutto inconsueto perimetro di collaborazione, ne fa uno avanti nel rispondere alle necessità del Paese, nell’avvicinarsi ai problemi quotidiani delle famiglie e delle imprese che ben sanno quando è il momento di lavorare insieme, senza pregiudizi e rivalità“. Draghi fa da scudo ai partiti che lo sostengono, li mette al riparo della propria autorevolezza, li legittima, ne nobilita il sacrificio: fa l’allenatore.
  7. Whatever it takes.Siamo cittadini di un Paese che ci chiede di fare tutto il possibile…“. Scusate, tutto il possibile: sì, whatever it takes.
  8. La conservazione del potere: le orecchie fischiano.La durata dei governi in Italia è stata mediamente breve ma ciò non ha impedito, in momenti anche drammatici della vita della nazione, di compiere scelte decisive per il futuro dei nostri figli e nipoti. Conta la qualità delle decisioni, conta il coraggio delle visioni, non contano i giorni. Il tempo del potere può essere sprecato anche nella sola preoccupazione di conservarlo“. Io credo che qualcuno si sia sentito chiamato in causa…
  9. Whatever it takes, bis. “Spesso mi sono chiesto se noi, e mi riferisco prima di tutto alla mia generazione, abbiamo fatto e stiamo facendo per loro tutto quello che i nostri nonni e padri fecero per noi, sacrificandosi oltre misura. È una domanda che ci dobbiamo porre quando non facciamo tutto il necessario per promuovere al meglio il capitale umano, la formazione, la scuola, l’università e la cultura“. Di nuovo “tutto il necessario”, anche in un passaggio di autocritica generazionale.
  10. L’Italia nel mondo.Questo governo nasce nel solco dell’appartenenza del nostro Paese, come socio fondatore, all’Unione europea, e come protagonista dell’Alleanza Atlantica, nel solco delle grandi democrazie occidentali, a difesa dei loro irrinunciabili principi e valori“. Bentornata Italia, addio alla tentazione di legare il nostro destino e il nostro futuro alla Cina.
  11. Stocatissima a Salvini.Sostenere questo governo significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro“. Bordata clamorosa nei confronti di Matteo Salvini, che ieri si era permesso di dire che di irreversibile c’è soltanto la morte. Il Prof mette in riga lo scolaro discolo.
  12. Sovranità, non sovranismo.Gli Stati nazionali rimangono il riferimento dei nostri cittadini, ma nelle aree definite dalla loro debolezza cedono sovranità nazionale per acquistare sovranità condivisa. Anzi, nell’appartenenza convinta al destino dell’Europa siamo ancora più italiani, ancora più vicini ai nostri territori di origine o residenza. Dobbiamo essere orgogliosi del contributo italiano alla crescita e allo sviluppo dell’Unione europea. Senza l’Italia non c’è l’Europa. Ma, fuori dall’Europa c’è meno Italia. Non c’è sovranità nella solitudine“. Dopo il bastone, per Salvini arriva la carota: gli Stati Nazionali sono centrali, com’è giusto, ma lo sono all’interno di una cornice molto chiara. L’Europa rappresenta la rete di sicurezza dell’acrobata: senza di lei c’è il rischio di schiantarsi, al suo interno, però, è necessario difendere i propri interessi. Questa è la linea che dovrebbe animare ogni italiano, indipendentemente da destra e sinistra: Draghi lo sa, non c’erano dubbi.
  13. Vaccinazioni. Gli scienziati in soli 12 mesi hanno fatto un miracolo: non era mai accaduto che si riuscisse a produrre un nuovo vaccino in meno di un anno. (…) Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all’interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private“. Saluti alle primule…
  14.  Scuola e calendario.Occorre rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall’esperienza vissuta dall’inizio della pandemia“. Draghi apre alla scuola d’estate: tenetevi pronti – quando lo capiranno – alle barricate di insegnanti, alunni, e genitori desiderosi di andare al mare…
  15. Ambiente.Come ha detto papa Francesco “Le tragedie naturali sono la risposta della terra al nostro maltrattamento. E io penso che se chiedessi al Signore che cosa pensa, non credo mi direbbe che è una cosa buona: siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore”“. Il capitolo dedicato all’ambiente è uno dei più corposi e articolati: la presenza di Draghi è garanzia del fatto che alle buone intenzioni sulla tutela del Pianeta si cercherà di unire un approccio pragmatico, che non penalizzi l’economia. Da annotare questa frase: “Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta“.
  16. Lavoro e sussidi.Uscire dalla pandemia non sarà come riaccendere la luce. Questa osservazione, che gli scienziati non smettono di ripeterci, ha una conseguenza importante. Il governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche“. Lo slogan è il seguente: proteggere i lavoratori e non i posti di lavoro. Tradotto: è finito il tempo dei sussidi a pioggia.
  17. Donne e ipocrisie. Sul coinvolgimento delle donne nella ripresa del Paese, Draghi è da antologia: “Una vera parità di genere non significa un farisaico rispetto di quote rosa richieste dalla legge: richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra generi“. Il segretario del Pd Zingaretti, impegnato a distribuire posti da sottosegretario per mettere una pezza all’assenza di donne dem tra i ministri, prenda appunti.
  18. Recovery Plan. Il Parlamento verrà costantemente informato sia sull’impianto complessivo, sia sulle politiche di settore“. Questa sì che è una novità…
  19. Draghi riscriverà tutto il Fisco. Non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta. Un intervento complessivo rende anche più difficile che specifici gruppi di pressione riescano a spingere il governo ad adottare misure scritte per avvantaggiarli“. Di Riforma del Fisco, Gualtieri parlava da oltre un anno: l’impossibilità di trovare una quadra ha frenato l’ex maggioranza. Adesso a fare sintesi ci penserà uno che di economia ne sa qualcosa: Draghi.
  20. Torna la politica estera. Nei nostri rapporti internazionali questo governo sarà convintamente europeista e atlantista, in linea con gli ancoraggi storici dell’Italia: Unione europea, Alleanza Atlantica, Nazioni Unite.  (…) Resta forte la nostra attenzione e proiezione verso le aree di naturale interesse prioritario, come i Balcani, il Mediterraneo allargato, con particolare attenzione alla Libia e al Mediterraneo orientale, e all’Africa. (…) Proprio la pandemia ha rivelato la necessità di perseguire uno scambio più intenso con i partner con i quali la nostra economia è più integrata. Per l’Italia ciò comporterà la necessità di meglio strutturare e rafforzare il rapporto strategico e imprescindibile con Francia e Germania. Ma occorrerà anche consolidare la collaborazione con Stati con i quali siamo accomunati da una specifica sensibilità mediterranea e dalla condivisione di problematiche come quella ambientale e migratoria: Spagna, Grecia, Malta e Cipro. Continueremo anche a operare affinché si avvii un dialogo più virtuoso tra l’Unione europea e la Turchia, partner e alleato NATO. L’Italia si adopererà per alimentare meccanismi di dialogo con la Federazione Russa. Seguiamo con preoccupazione ciò che sta accadendo in questo e in altri paesi dove i diritti dei cittadini sono spesso violati. Seguiamo anche con preoccupazione l’aumento delle tensioni in Asia intorno alla Cina“. Draghi non sembra essere a corto di nozioni di geopolitica, anzi: afferma il posizionamento dell’Italia nell’Ue e nell’Occidente, apre ad un rinnovato protagonismo tra Libia e Balcani (si legga alla voce Albania), cita come partner in particolare Grecia e Cipro, avversari della Turchia, evidentemente individuata come minaccia primaria nel Mediterraneo allargato, apre alla Russia per quanto riguarda gli affari economici, niente di più: prima i diritti civili – molto merkeliano in questo – anche per quanto riguarda la Cina.
  21. Politiche migratorie. Draghi annuncia un “nuovo Patto per le migrazioni e l’asilo, nel quale perseguiremo un deciso rafforzamento dell’equilibrio tra responsabilità dei Paesi di primo ingresso e solidarietà effettiva. Cruciale sarà anche la costruzione di una politica europea dei rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati“. Non sarà #portichiusi ma neanche un liberi tutti. Bene.
  22. Stati Uniti.L’avvento della nuova Amministrazione USA prospetta un cambiamento di metodo, più cooperativo nei confronti dell’Europa e degli alleati tradizionali. Sono fiducioso che i nostri rapporti e la nostra collaborazione non potranno che intensificarsi“. Draghi plaude alla vittoria di Biden: Super Mario è apprezzatissimo da diversi elementi di spicco della nuova amministrazione Usa, su tutti Janet Yellen, nuovo segretario al Tesoro Usa.
  23. Zero alibi.Questo è il terzo governo della legislatura. Non c’è nulla che faccia pensare che possa far bene senza il sostegno convinto di questo Parlamento“. Draghi chiarisce a tutti un punto cruciale: non pensate che io sia qui per essere il vostro parafulmini, resterò fino a quando non verrà smarrito lo spirito di collaborazione.
  24. Unità.Oggi, l’unità non è un’opzione, l’unità è un dovere“. Capito Meloni?
  25. Conclusioni.Ma è un dovere guidato da ciò che son certo ci unisce tutti: l’amore per l’Italia“. Speriamo. In bocca al lupo presidente.

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