“La vaccinazione è uguale per tutti”

La nota con cui l’Associazione Nazionale Magistrati invita i dirigenti degli uffici giudiziari, “ad adottare misure organizzative per rallentare immediatamente tutte le attività senza escludere, nei casi più estremi, la sospensione dell’attività giudiziaria non urgente” in caso di mancata vaccinazione dei suoi operatori è rivelatrice della condizione che da decenni ha caratterizzato la categoria dei magistrati.

Una casta di intoccabili, impunibili, di privilegiati che solo in pochissimi casi rispondono dei propri errori. Anche quando i propri errori rovinano le vite, ovviamente quelle altrui. Qui non si vuol fare di tutta l’erba un fascio, né dev’essere interpretato, questo, come un intervento dal sapore eversivo. Viva la giustizia, viva i magistrati (tanti) che svolgono il loro servizio con onore.

Ma deve fare senz’altro riflettere la richiesta di una corsia preferenziale da parte dei magistrati sul fronte delle vaccinazioni. Forse è questo il primo vero fallo di reazione politicamente significativo all’avvento di Mario Draghi a Palazzo Chigi. Forse qualcuno preferiva il vecchio andazzo, quando tra le categorie prioritarie erano esclusi i malati gravi a favore delle caste di turno.

Bisognerebbe ricordare ai magistrati la targa che campeggia nelle aule di tribunale che quotidianamente presiedono: “La legge è uguale per tutti”. Parafrasando, sarebbe auspicabile che lo fosse anche la vaccinazione, toghe comprese.

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