Occhio Salvini, Meloni ti vuole piccolo! “Lega? Partito territoriale…”

Non condividere le idee di Giorgia Meloni non significa non poterne riconoscere l’abilità politica.

La leader di Fratelli d’Italia, in Parlamento, è unanimemente considerata una “brava”.

Brava nel senso di scafata, arguta, furba. Anni di gavetta nelle retrovie della destra l’hanno dotata delle chiavi di lettura necessarie ad interpretare tattica e strategia della politica.

Così non deve sorprendere che arrivata al momento del dunque o, per dirlo con le sue parole, al punto in cui “domani potrei diventare qualunque cosa, niente e tutto, tornare a casa o per paradosso fare il presidente del Consiglio“, Giorgia Meloni sia pronta a sfoderare gli artigli pur di prendersi ciò che ha inseguito per una vita intera.

Intervistata da Lucia Annunziata nel programma “Mezz’ora in più”, alla domanda su cosa la divide da Salvini, la leader della destra italiana ha risposto: “La differenza fra me e Salvini è che la Lega è legata a una dimensione più territoriale mentre FdI è piu legata a una posizione nazionale. Faccio l’esempio dell’appoggio all’indipendenza della Catalogna che per noi invece non esiste“.

Siamo in presenza di una freccia avvelenata che ha fatto centro. Meloni sta tentando di ridimensionare il ruolo di Salvini, di renderlo junior partner nella coalizione, di azzerare il lavoro fatto da Salvini nel dopo-Bossi, quello che gli ha consentito di portare la Lega dal 4 al 34%. L’obiettivo è il seguente: rendere Fratelli d’Italia il partito nazionale della destra, e la Lega quello da votare se si vive al Nord Italia.

Attenzione: di certo non sarà una battuta del genere a convincere il commerciante del Lazio o l’agricoltore siciliano a non votare Salvini. Ma è interessante osservare come il tentativo di sorpasso di Meloni riporti fin da ora ad una dinamica di voto utile, una sorta di “chi è di destra voti Fratelli d’Italia, chi è al Nord può votare Lega”. In questa proposizione c’è tutta la differenza tra arrivare primi o accontentarsi del secondo posto. Meloni ha compreso che la partita è aperta: per arrivare a Palazzo Chigi, con questa legge elettorale, le basta mettersi alle spalle Salvini, renderlo “piccolo”. Chissà se il leghista saprà adottare le giuste contromisure…

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