Niente bis. Mattarella ribadisce ciò che va ripetendo da anni: non si presterà ad un prolungamento del suo mandato al Quirinale.

Lo ha detto nel corso di un incontro con gli alunni di una scuola primaria di Roma:

Quando mi hanno eletto al Quirinale mi sono preoccupato perché sapevo quanto era impegnativo il compito. Ma due cose mi hanno aiutato: ho ottimi collaboratori, ma soprattutto il fatto che in Italia in base alla Costituzione non c’è un solo organo che decide ma le decisioni sono distribuite tra tanti organi. Il presidente della Repubblica deve conoscere tutti, seguire tutti per poter intervenire con suggerimenti. Ma tra otto mesi il mio mandato di presidente termina. Io sono vecchio tra qualche mese potrò riposarmi“.

Se non è la fine dei giochi per la rielezione questa, poco ci manca. Mattarella verrà corteggiato, non mancheranno i tentativi di tirarlo per la giacca, ma il Presidente della Repubblica ha una concezione ortodossa della Costituzione: pensa che la sua missione da capo dello Stato sia arrivata al capolinea, non vuole avallare l’idea che sette anni al Quirinale siano prorogabili. Quella di Napolitano, secondo Mattarella, deve restare un’eccezione.

Questo vuol dire due cose: primo, la politica italiana ha un problema; secondo, la corsa per il Colle è aperta.

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