Amministrative, Giorgia Meloni ha un jolly per Roma

Il centrodestra torna a riunirsi oggi dopo mesi di freddezza tra i suoi leader. A partire dalle 17:30 Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani metteranno sul tavolo i loro nomi per le Amministrative del prossimo autunno. Il tempo stringe, e se è vero che il centrosinistra è specializzato in harakiri – emblematica la situazione della Capitale, dove il candidato fisiologico della coalizione, Carlo Calenda, non è stato mai neanche preso in considerazione – lo è pure che il centrodestra non è stato abbastanza convincente nei confronti dei due migliori candidati su piazza (Albertini a Milano e Bertolaso a Roma), e allo stato, con la campagna elettorale di fatto già iniziata, non ha ancora candidati.

A Roma, in particolare, il nome che si fa nelle ultime ore in quota Fratelli d’Italia è quello di Enrico Michetti, avvocato, professore di Diritto pubblico all’università di Cassino e tribuno radiofonico. Il fatto che al nome debba accompagnarsi una descrizione così specifica rappresenta il suo maggiore handicap: non è conosciuto. Gli altri partiti oppongono delle figure riconoscibili: Raggi, Gualtieri, Calenda, sono nomi che non hanno bisogno di presentazioni, nel bene e nel male.

Dunque? Nel caso in cui Lega e Forza Italia dovessero mostrare delle perplessità su Michetti, Giorgia Meloni – a lei spetta la scelta nella Capitale, è lei che ha i voti – potrebbe tirare fuori l’asso dalla manica: Guido Crosetto.

Si tratta di uno dei profili più apprezzati dell’intero centrodestra. Crosetto è una persona seria, preparata ed intellettualmente onesta. Emblematica la difesa di Carlo Calenda che ha consegnato ai social: “Alcuni giornalisti cool trattano Calenda con disprezzo, rimarcando le sue origini ‘non popolane’, come negative. Sono gli stessi che vivono in case elegantissime dei migliori quartieri, serviti da filippini in livrea, e disquisiscono della nuova casa al mare sull’isola x o y“.

Questa qualità di Crosetto può essere un problema se ti appresti a giocare una campagna elettorale che si preannuncia infuocata, fatta di colpi sopra e sotto la cintura, ma il profilo è di quelli importanti.

Se Meloni dovesse riuscire a far passare la sua candidatura metterebbe un’ipoteca sulla Capitale e porrebbe le basi per il sorpasso ai danni di Salvini.

C’è solo un problema: Crosetto va convinto.

Soltanto pochi giorni fa, in un colloquio con Il Foglio, ha commentato: “Per prima cosa, facendo il sindaco metti in conto di ricevere un avviso di garanzia entro un anno e mezzo e un rinvio a giudizio entro due anni, anche se ti comporti come San Francesco. Si entra in un girone dantesco, solo per il fatto di aver scelto di impegnarsi in politica. Si viene trattati al pari dei mafiosi“.

Crosetto ha ragione, ma il richiamo del Campidoglio potrebbe essere forte pure per lui. Se Meloni cala il jolly fa suo il Jackpot.

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