Uggetti assolto, Toninelli non chiede scusa e si sostituisce ai giudici: “Devo leggere le carte”

Era stato uno di coloro che avevano puntato il dito prima della sentenza contro Simone Uggetti, ex sindaco di Lodi, assolto dopo cinque anni di ingiustificata infamia, 10 giorni di carcere a San Vittore e 25 ai domiciliari.

Ora che però è stato assolto perché “il fatto non sussiste“, Danilo Toninelli non si sente in obbligo di chiedere scusa all’ex primo cittadino. Queste le parole dell’ex ministro: “Chiedere scusa? Non devo chiedere scusa di niente. Fatemi leggere prima le motivazioni dell’assoluzione“.

Vuole leggere prima i documenti, Toninelli, per essere sicuro di non chiedere scusa a chi non lo merita. Anche se il pronunciamento dei giudici è chiarissimo fin da ora: “Il fatto non sussiste“.

Peccato che la stessa prudenza di giudizio non l’abbia mostrata quando Uggetti è finito in carcere: all’epoca Toninelli non ha esitato un attimo a spalare fango sull’ex sindaco dem. Questione di forma mentis, evidentemente.

La novità esilarante, però, – o drammatica, se si decide di prendere l’ex ministro sul serio – è che prima di esporsi voglia leggere le carte. Un’intera corte non basta. La giustizia “made in 5 Stelle” prevede un altro grado di giudizio: quello di Toninelli, appunto.

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