“Conticidio”: per Travaglio è un giallo politico, ma il suo libro è un fantasy

Sono giorni di pubblicazioni memorabili per la letteratura italiana. Poche settimane fa Alessandro Di Battista dava alle stampe il suo “Contro”, un libro destinato a ridisegnare l’immaginario collettivo nazionale, a mettere in discussione le certezze acquisite sull’uomo e sul politico Draghi. Poi, pochi giorni addietro, è stata la volta di Danilo Toninelli, ministro indimenticabile, oggi deciso a svelare tutte le verità sul suo periodo al governo: temi caldi la vicenda del Ponte di Genova (e questo, attenzione, non è sciacallaggio) e i suoi rapporti infuocati con Matteo Salvini. Se ne parlerà per anni.

Eppure, ci perdoneranno i due ex compagni di MoVimento, le loro opere impallidiscono rispetto al libro uscito giusto ieri nelle librerie italiane. Titolo: “I segreti del Conticidio”, autore Marco Travaglio. Egli lo definisce un “giallo politico”, ma la sensazione è che la categoria giusta sia quella del fantasy. Certo, nelle pagine vergate dal direttore de Il Fatto Quotidiano non ci sono elfi, ma è pieno ad esempio di nani politici.

Gli estratti del libro fin qui pubblicati, anticipazioni succose quanto la sabbia del Sahara, svelano – udite udite – che fin dalla nascita del governo Conte II, il premier pugliese non fosse gradito a Renzi. Travaglio c’ha scritto un libro, i suoi colleghi centinaia di articoli nei mesi scorsi. Poco importa.

Qui il complottismo, come spesso accade a Travaglio, prende il sopravvento sulla conoscenza della politica: non serviva un genio della Lampada, a proposito di fantasy, per capire che la convivenza tra Renzi e MoVimento 5 Stelle avrebbe avuto vita corta. Ecco perché la Lega scommetteva, senza particolari azzardi, sul fatto che da lì a poco Conte sarebbe caduto. Non per accordi sotto banco o chissà quali interessi superiori, ma per manifesta incompatibilità.

A questo punto, vista la chiave interpretativa fornita da Travaglio, è lecito attendersi pubblicazioni dello stesso tenore, e possibilmente dello stesso autore, su altre cadute di altrettanti governi: dal Cavaliericidio di Berlusconi in avanti. A meno che, posto dinanzi all’evidenza, il giornalista non ammetta che quello che ha portato alla fine del governo Conte non era un complotto, ma solo politica.

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