Conte annuncia “secondo tempo” M5s: ma il primo è stato un horror

Giuseppe Conte esulta, legittimamente, per l’intesa trovata con Rousseau. Con Davide Casaleggio sono volati gli stracci, e questo nessuno può negarlo. Ma adesso Conte può puntare ad essere catalogato non più come “ex” (premier) e “in pectore” (leader): tempo qualche settimana e potrà assumere la guida del MoVimento 5 Stelle.

Da notare una delle tante frasi messe nero su bianco da Conte nel post in cui ha annunciato di aver finalmente trovato un accordo con la piattaforma Rousseau sui dati degli iscritti: “‘I debiti non si discutono, si onorano’: avevo dato la mia parola, ho fatto seguire i fatti“. In questa affermazione, sommaria, autocelebrativa, pomposa, c’è l’essenza dell’avvocato del popolo. Aspettiamo le carte, ma abbiamo buoni motivi per credere che i debiti non siano stati onorati totalmente rispetto alla cifra iniziale.

Il manifesto contiano sembra voler puntare sullo zoccolo duro del MoVimento grillino. Conte scrive: “Ci sono delle trincee che il Movimento non ha mai pensato di abbandonare: lotta alle disuguaglianze socio-economiche e alla precarietà; vicinanza ai bisogni dei giovani, delle famiglie e delle imprese; l’impegno per un futuro eco-sostenibile, per l’etica pubblica e per rafforzare la legalità contro tutte le mafie. Ne parleremo, ci confronteremo: ma questo sarà sempre il nostro terreno comune“. E’ evidente l’intento dell’ex premier: rassicurare chi si è unito ai 5 Stelle per dire vaffa alla “Casta” che ognuno può fare le svolte garantiste che crede – si legga alla voce Di Maio – ma che il MoVimento 5 Stelle quello era e quello rimane.

Non è un passaggio banale, è invece un posizionamento chiaro – ed è già qualcosa visto quello che accade, per esempio, nel Pd – ma suona anche come una minaccia per coloro che hanno sperato in una maturazione del MoVimento. Non è alle viste.

Se ne ha una chiara percezione fin dall’incipit del post di Conte, che non a caso scrive: “Il Movimento 5 Stelle entra, forte delle sue radici, in una nuova storia. Giugno segna l’inizio del nostro ‘secondo tempo“. Non c’è spazio per l’autocritica, al bando ogni sorta di analisi introspettiva, nessuna rielaborazione del passato grillino da sviluppare. Conte vuole soltanto proseguire, passare dopo questo breve intervallo al secondo tempo del film: peccato che il primo sia stato un horror.

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