Nelle pieghe dell’intervista concessa da Giuseppe Conte al Corriere della Sera è arrivato, insperato, anche un barlume di realismo da parte dell’ex premier. Stuzzicato sul nuovo libro di Travaglio, il “giallo politico” che ha parlato della caduta del secondo governo Conte come di un “Conticidio” orchestrato da un complotto internazionale, l’avvocato ha risposto:”Nessuno ha mai pensato a un complotto internazionale. Il mio governo ha sempre ricevuto forte sostegno dalle cancellerie europee, anche perché, se non lo avesse avuto, l’Italia non avrebbe ottenuto l’affidamento per i 209 miliardi del Recovery“.

Meno ispirate al principio di realtà le parole rivolte al – fortunatamente – ex commissario Arcuri: “Ha fatto un lavoro straordinario nonostante critiche ingenerose e spesso strumentali, ha permesso all’Italia di partire con il piede giusto nella fase in cui dovevamo fare i conti con la mancanza dei vaccini e comunque anche allora eravamo tra i primi in Europa“.

Parole al miele, e un amo gettato per il futuro prossimo, nei confronti dell’ultimo dei giapponesi, Alessandro Di Battista: “L’appoggio a Draghi è stato una scelta difficile e io ho rispetto per chi si è allontanato“, argomenta Conte, che poi si lancia nella consueta autocelebrazione figlia di sopravvalutazione: “Quella scelta andava compiuta e io ho subito posto le condizioni perché partisse il nuovo governo e si completassero campagna vaccinale e Pnrr“. Sì, ma Di Battista? “Di Battista è un ragazzo leale e appassionato, adesso è in partenza per l’America Latina ma quando tornerà ci confronteremo e valuteremo le ragioni per camminare ancora insieme”.

Buon viaggio e auguri…

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