Quando in Italia era notte inoltrata, a New York iniziava lo spoglio per le primarie del Partito Democratico Usa, chiamato a scegliere il suo candidato sindaco per le elezioni del 2 novembre nella Grande Mela.

Si tratta di fatto una partita tutta interna al partito dell’asinello: New York è una roccaforte democratica, chi esce vivo dal fuoco amico si prende le chiavi della città dopo l’epoca De Blasio, i Repubblicani sono pressoché tagliati fuori.

I risultati parziali sono i seguenti:

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Con circa l’82% dei voti scrutinati, è in testa Eric Adams con il 31,7% dei consensi. Presidente del distretto di Brooklyn, 60 anni, afroamericano, ex ufficiale di polizia, è risultato il candidato non a caso più credibile dalla maggioranza degli elettori newyorchesi per trattare il tema considerato più urgente: la sicurezza, la lotta contro il crimine.

Per le primarie dei Democratici a New York sarà ancora lunga - Il Post
Eric Adams è in testa

In seconda posizione c’è Maya Wiley con il 22,3% dei voti. Già collaboratrice di De Blasio, poteva contare sull’endorsement dell’ala più progressista del partito, da Alexandra Ocasio-Cortez ad Elizabeth Warren.

Una donna sindaca a New York? Ocasio lancia Maya Wiley | L'HuffPost
Maya Wiley

Terza posizione per Kathryn Garcia con il 19,5% dei voti. Per lei, per sei anni alla guida del Dipartimento di Igiene di New York, l’ente che si occupa della raccolta differenziata, della pulizia delle strade e della rimozione della neve in inverno, non è bastato un accordo al fotofinish con il quarto classificato, l’imprenditore Andrew Yang, già candidato alle primarie per la Casa Bianca: è lui il grande sconfitto di questo voto, ad inizio campagna era in testa, al momento ha solo l’11,7%.

Garcia-Yang ranked choice alliance sets off new storm of criticism from  Adams backers | amNewYork
Andrew Yang e Kathryn Garcia

ERIC ADAMS HA VINTO? NO, NON ANCORA

Il sistema elettorale newyorchese è alquanto complesso. Si chiama ranked-choice. Ogni elettore poteva segnare sulla scheda fino a cinque nomi di candidati, in ordine di preferenza. Le percentuali indicate sopra indicano unicamente i “primi preferiti”.

Cosa succede adesso? Dal momento che nessun candidato ha superato al primo turno il 50% dei consensi, alla fine dello spoglio sarà eliminato il candidato che ha ottenuto meno voti, si prenderanno le sue seconde preferenze e si redistribuiranno ai candidati ancora in corsa. Si procederà in questo modo, di eliminazione in eliminazione, fino a quando non resteranno due soli candidati: vince chi ottiene il 50% più uno.

Eric Adams ha vinto? Non ancora. Mancano ancora oltre 200mila voti inviati via posta da scrutinare, più tutti i riconteggi in base alle seconde preferenze. Si andrà per le lunghe: il nome del vincitore arrivierà intorno alla metà di luglio, oggi abbiamo avuto un antipasto, intravisto in controluce dove andrà New York.

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