Grillo commissaria Conte: “Sono il Garante, non un cog***ne”

Beppe Grillo torna sulla scena e commissaria Giuseppe Conte: il nuovo leader del MoVimento 5 Stelle rischia di restare “in pectore”.

Non invitato all’assemblea degli eletti M5s, non ricevuto a Roma dal fondatore del Movimento – Conte aveva detto “ci vedremo sicuramente” – per la prima volta da quando ha lasciato Palazzo Chigi l’ex premier ha saggiato la diversità del nuovo ruolo. Non ci si inventa capo politico, non si può avere la pretesa di cannibalizzare un movimento politico, di snaturarlo, di renderlo a propria immagine e somiglianza con un colpo di Statuto. Non se dall’altra parte hai un signore che si chiama Beppe Grillo, che quel partito lo ha creato da zero, sfidando scetticismo (“Se vuole faccia un partito”) e smentendo cassandre (“vediamo quanti voti prende”).

Così succede che in un caldo pomeriggio di giugno la realtà – questa sconosciuta – bussi alla porta dell’avvocato, travestita da Beppe Grillo. Capita che il “fortissimo punto di riferimento per tutte le forze progressiste”, l’uomo della Provvidenza dipinto da molti, finisca per scontrarsi con la schiettezza – usiamo un’edulcorazione – del comico genovese, il quale ricorda al suo interlocutore che “sono il Garante, non un cog***ne“.

Grillo ha ben compreso il gioco di Conte: prendere il MoVimento 5 Stelle, diventarne presidente e farne il proprio partito personale. Dal punto di vista di Conte è un’idea legittima: vuole partire da una base solida per aggiungervi il proprio consenso. C’è solo un dettaglio che non torna: Grillo. Il partito è suo, ora più che mai visto che anche Casaleggio ha levato le tende, e Conte è utile fino a quando porta in dote i voti, non quando pensa di rottamarlo.

Attenzione: alla fine la soluzione più probabile è comunque quella di un’intesa fra le parti. Per un semplice motivo: è la soluzione migliore per entrambi. Ma quando Conte dice “serve fiducia reciproca oppure mi sfilo” e si sente rispondere da Grillo “è lui che ha bisogno di me, non io“, siamo dinanzi ad un evidente commissariamento da parte del Garante.

Grillo intende riportare Conte sulla Terra, ripristinare il suo ruolo di numero Uno (e guarda caso è quello che vuol fare Conte) non vuol essere ospite in casa propria. Per questo colpisce duramente, ricordando a Conte che “tu non sei un visionario, io sono un visionario“. E ancora: “Tu non sai cos’è veramente il MoVimento, non hai girato con noi nelle piazze“.

Siamo dinanzi ad un ridimensionamento importante della figura di Conte per mano di Grillo. Se non è un Vaffa poco ci manca.

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