Carramba che dolore! Addio a Raffaella Carrà

La morte di Raffaella Carrà appartiene alla categoria dei lutti inaccettabili e incredibili. A quelli che prescindono dalla malattia e dalla carta d’identità. Avesse avuto anche 3mila anni, non sarebbe cambiato niente.

Ci sono notizie che nella loro tragicità riescono a restitutire ad un Paese la propria essenza, che nel dolore riescono a ricordare come le nostre vite siano unite da un legame invisibile ma solidissimo. Siamo italiani, c’era una volta la televisione e c’era Raffaella Carrà.

In questo caldo pomeriggio di inizio luglio, entrando in un bar, andando dal barbiere, nella chat con i parenti non ci sarà frase diversa da questa: “Hai sentito? E’ morta la Carrà”. Non serve aggiungere altro. Seguirà il silenzio, il dispiacere, una breve pausa per dire: “Ma era malata?”.

E’ il segno dell’incredulità che accompagna la fine di chi c’era da sempre, di chi credevi fosse destinato a restare.

E’ la sua vita che se ne va, ma pezzi della nostra che l’accompagnano.

Se n’è andata la Carrà, eppure resterà per sempre.

Carramba, che dolore!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.