Sono ore frenetiche: stiamo seguendo le continue evoluzioni del MoVimento 5 Stelle sulla riforma Cartabia, che il premier Draghi ha insistito per portare al tavolo del Cdm di oggi. E non è facile.

La linea pentastellata è a dir poco ondivaga. Meglio: non è una linea.

Al Consiglio dei ministri gli esponenti dei 5 Stelle del governo sono arrivati con l’intenzione di astenersi sul provvedimento. Qualcuno, però – in particolare lo stesso premier Draghi, affiancato dal ministro Cartabia – ha fatto comprendere ai grillini che un voto di astensione su una riforma tanto cruciale come la Giustizia non è cosa da poter passare inosservata.

E’ dunque partita la mediazione: si va verso l’inserimento dei reati contro la PA, come la corruzione e la concussione, tra quelli con tempi processuali allungati. Un espediente per consentire ai 5 Stelle di poter votare la riforma – che comunque supera fortunatamente la sciagurata Bonafede – e soprattutto di salvare la faccia.

Attenzione, però, la riunione è ancora in corso. E visto l’andazzo non è impensabile attendersi l’ennesimo dietrofront della giornata…

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