Il lupo travestito d’agnello si è finalmente manifestato nelle sue vere fattezze. Ieri questo blog vi aveva riferito di un Conte imbufalito per l’intesa raggiunta in Consiglio dei ministri sulla riforma Cartabia, inalberato con gli esponenti M5s che avevano votato sì all’intesa. Oggi è lo stesso ex premier ad uscire allo scoperto partecipando al convegno dei Giovani di Confindustria: “Non canterei vittoria, non sono sorridente sulla prescrizione, siamo tornati all’anomalia italiana. Chi canta vittoria su questa soluzione non trova il mio consenso. Se un processo svanisce nel nulla per una durata così breve non può essere una vittoria per lo stato di diritto“.

Conte ha poi precisato che “commentare e fare proposte non significa andare contro il governo Draghi. Si cerca sempre la contrapposizione Conte-Draghi – ha aggiunto – ma qui non è un Conte contro Draghi, si tratta di confrontarsi su principi e trovare delle soluzioni e dei meccanismi anche in Europa che restituiscano all’Italia la possibilità di mettersi in linea con le soluzioni degli altri Paesi”.

Questa è bella: l’ex premier sovranista sta dando lezioni di europeismo all’uomo che ha salvato l’Euro. Fantastico.

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