Jair Bolsonaro ricoverato, il Brasile diviso, come sempre quando si tratta delle sorti del suo presidente, e la scelta dei medici: tentare di evitare fino all’ultimo un pericoloso intervento chirurgico.

“Dopo i test clinici, di laboratorio e di imaging – si legge nel bollettino medico emesso dall’ospedale privato Vila Nova Star -, il presidente rimarrà inizialmente in ospedale per un trattamento clinico conservativo”. Bolsanaro ha una sospetta occlusione intestinale e se la terapia farmacologica non dovesse dare esiti favorevoli potrebbe essere sottoposto ad un intervento chirurgico d’urgenza.

A provocare l’occlusione intestinale potrebbe essere stato l’accoltellamento subito dal presidente nel 2018, evento che gli ha causato danni intestinali e gravi emorragie interne. Da allora sono stati diversi gli interventi chirurgici cui il leader si è sottoposto, alcuni non correlati all’attacco, ma l’ipotesi è che l’occlusione sia dovuta ad aderenze riconducibili alle cicatrici delle precedenti operazioni.

Nelle ultime settimane, Bolsonaro è apparso in difficoltà nel parlare in varie occasioni pubbliche e ha affermato di soffrire di singhiozzi ricorrenti.

“Mi scuso con tutti quelli che mi stanno ascoltando, perché ho il singhiozzo da cinque giorni”, aveva detto il presidente in un’intervista a Radio Guaiba il 7 luglio, suggerendo che alcuni farmaci prescritti dopo un intervento chirurgico potessero esserne la  causa. “Ho il singhiozzo 24 ore al giorno”, aveva aggiunto.

Nel tentativo di tranquillizzare i brasiliani, Bolsonaro ha pubblicato sui suoi social uno scatto dall’ospedale con la scritta: “Torneremo presto se Dio lo vorrà”.  Ai margini della foto, però, si vede la mano di un uomo con indosso una lunga veste religiosa nera e una catena con una croce. Da lì le speculazioni: c’era un prete al suo capezzale? Il presidente ha ricevuto l’estrema unzione?

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