Intervista interessante quella concessa da Marina Berlusconi al neo-direttore de “Il Giornale”, Augusto Minzolini.

La presidente di Mondadori ha toccato punti centrali per il futuro politico del padre, Silvio Berlusconi.

La figlia del Cavaliere ha anzitutto detto la sua sul disegno del leader di Forza Italia di federare il centrodestra: “Io la politica la seguo da lontano, ma la seguo. Pensi che cosa accadrebbe se si arrivasse davvero alla creazione di una formazione unica di centrodestra...Se vincerebbe? Credo che il risultato finale potrebbe essere ancora più ampio. L’unità del centrodestra spingerebbe anche la sinistra verso il modello federativo che non è mai riuscita a realizzare. Finora si è parlato poco di questo aspetto della partita, eppure è importante. Ancora una volta, mio padre punta a modernizzare il Paese, a far sì che sia governato nell’alternanza tra due forze stabili“.

All’intervistatore, che le fa notare come le sue analisi non sembrino quelle di una persona disinteressata alla politica, Marina Berlusconi risponde negando di stare immaginando una sua discesa in campo: “Apprezzare la buona musica non significa voler o saper fare il concertista. La politica è una cosa molto seria. Non ci s’improvvisa. Non è proprio cosa per me. Ho fatto altre scelte, che mi soddisfano pienamente, e non ho alcuna intenzione di cambiare“.

Tra i punti politici più interessanti dell’intervista spicca però quello che arriva quasi in chiusura del colloquio con Minzolini. L’ex direttore del Tg1 chiede infatti se l’unificazione del centrodestra a cui sta lavorando Berlusconi non possa rappresentare il viatico per catapultare l’uomo di Arcore al Quirinale. La risposta della figlia Marina è circospetta. “Come lo vedrei al Colle? Provi a immaginare… Sottolineo peraltro che mio padre non si è mai candidato. E comunque mi pare sia davvero troppo presto per parlarne“.

Tre elementi: primo, Marina, dunque la famiglia Berlusconi, non sarebbe contraria ad un impegno del Cavaliere al Quirinale; secondo, la precisazione: “Berlusconi non si è candidato”, il suo nome esce fuori, dunque, perché viene fatto da altri; terzo, i giochi per il Colle non sono ancora iniziati (e questa è solo in parte una verità).

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