Enrico Letta ha deciso di correre alle elezioni suppletive per il collegio di Siena.

Non era scontato, in questa fase storica non esistono roccaforti, seggi blindati. Il segretario Pd ha mostrato di avere un coraggio di cui il suo competitor per la leadership del centrosinistra, Giuseppe Conte, sembra essere a corto.

L’avvocato di Volturara Appula, ad oggi, non è intenzionato a sottoporsi al giudizio del popolo, non correrà nell’altra suppletiva per il collegio di Roma. Ufficialmente perché non potrebbe dedicarsi ai problemi capitolini come i romani meritano, la realtà è che il rischio di una bocciatura che stroncherebbe la sua carriera politica è alto: meglio non rischiare.

Peccato, c’aveva detto di essere l’avvocato del popolo, continua a confermarsi avvocato soltanto di se stesso.

Attenzione, Enrico Letta non è un fenomeno, ma dalla sua ha quella cosa che si chiama gavetta, esperienza politica. Sa che per fare carriera non basta un “patto della spigola“, prima o poi arriva il momento in cui devi sottoporti al giudizio degli elettori. Perché i like non bastano.

Sulla base di questi ragionamenti, il segretario Pd ha iniziato la sua campagna elettorale. Il collegio non è scontato, va conquistato. Ecco che allora serve stringere accordi, siglare intese, con chi i voti li ha sul serio. E’ il caso di Stefano Scaramelli, numero uno di Italia Viva locale, l’uomo che alle ultime Regionali – quelle che hanno eletto Giani presidente – con il 6,83% nella circoscrizione senese ha ottenuto il miglior risultato di IV in Toscana.

Letta se vuole essere tranquillo deve blindare l’intesa con Scaramelli (e con Renzi), ma ha un problema: il MoVimento 5 Stelle. Appreso dei contatti intercorsi tra Pd e Italia Viva, il deputato M5s senese Luca Migliorino ha tuonato: “Non vogliamo un percorso di opportunità ma di sostanza politica. E le politiche di Italia Viva non ci piacciono, non sarebbero compatibili con noi”. Sdeng, i 5 Stelle si mettono di traverso e Conte (per ora) non fa sconti al suo “alleato”.

Piccolo dettaglio: Enrico Letta senza i voti di Italia Viva rischia l’osso del collo. Secondo piccolo dettaglio: un anno fa Italia Viva ha ottenuto più voti del MoVimento.

Siamo alle solite: Conte e i 5 Stelle vogliono dettare l’agenda del Partito Democratico.

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