Si presenta con una camicia bianca, le maniche arrotolate, la figura poggiata su una scrivania alle sue spalle. Sta tutto qui il cambio di registro di Giuseppe Conte, il passaggio da una vecchia era a quella nuova.

Via la cravatta, lo stile compassato delle conferenze stampa che hanno dettato i tempi dell’incubo italiano nella pandemia. L’avvocato da adesso recita la parte del leader di partito, è in campo, l’obiettivo è dimostrare di poter fare politica anche lontano da Palazzo Chigi. Per questo gesticola vistosamente, si infervora, cerca il più possibile un contatto con l’interlocutore dall’altra parte dello schermo. Parlando di “vento”, “passione”, “slancio”: è questo che cerca dal video odierno, empatia, contatto.

Le parole, però, al di là del linguaggio del corpo, dicono politicamente molto di più. Dicono, per esempio, che Giuseppe Conte sarà il problema più grande per la tenuta del governo Draghi.

Non solo: dicono che Conte non sembra intenzionato a mostrare alcun rispetto verso il presidente del Consiglio.

Il premier ha accettato di incontrarlo prima che il suo ruolo nel MoVimento 5 Stelle venga ufficializzato. Si vedranno lunedì mattina. Bene, Conte decide di giocare di anticipo, di informare milioni di italiani che ci sono degli “impegni che abbiamo mantenuto con le riforme realizzate, che oggi non possiamo accettare che vengano cancellate“.

Avrebbe potuto restare sul vago, non affondare il colpo, attendere di incontrare Draghi e poi eventualmente parlare delle diverse vedute con il presidente del Consiglio. No, preferisce invece chiarire in partenza che il terreno di scontro sarà quello della giustizia: “Non accetteremo mai che vengano introdotte soglie di impunità e venga negata giustizia alle vittime dei reati“, tuona.

Riserva la stoccata più velenosa a Matteo Renzi, riferendosi chiaramente a lui quando parla di qualcuno desideroso di cancellare il reddito di cittadinanza “per interessi di bottega“. Ma soprattutto sostiene che la difesa delle riforme bandiera M5s sia “una questione di rispetto della democrazia e degli elettori“.

Non dice che gli elettori, lui, non li ha mai interpellati, né che le regole della democrazia hanno sancito che il suo governo è caduto proprio per l’incapacità di realizzare quell’agenda.

Dettagli. Nel nuovo corso Contiano, come nel vecchio, l’onestà intellettuale non è evidentemente di casa.

Un pensiero su “Conte, nuovo sgarbo verso Draghi: detta le condizioni prima dell’incontro”
  1. Come ha detto oggi lui non si candida in parlamento per non fare l’assenteista visto che è impegnato a lavorare sui territori. E poi di quale onestà intellettuale parli, se proproo l’agenda di governo da completare è stato il motivo della sua caduta.

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