Massimo Adriatici, assessore alla sicurezza del Comune di Voghera (Pavia), ha sparato e ucciso un 39enne di nazionalità marocchina. I fatti sono avvenuti ieri sera, dopo le 22, in piazza Meardi. Secondo una prima ricostruzione, Adriatici, un passato da sovrintendente di Polizia, avrebbe richiesto l’intervento delle forze dell’ordine dopo che il nordafricano stava infastidendo gli astanti di un locale. Il marocchino, accortosi della telefonata, avrebbe spintonato il leghista. Ne sarebbe nata una colluttazione e, stando alle parole di Adriatici, sarebbe partito un colpo rivelatosi fatale.

Non siamo qui per stabilire i colpevoli, riportiamo unicamente i fatti, ben consapevoli che la rappresentazione possa essere, a poche ore dall’accaduto, soltanto vagamente sommaria. Vogliamo però far notare sommessamente – e mestamente – il male inestirpabile di questo tempo. L’ideologia che si impone sulla cronaca, sulla ragionevolezza.

Portiamo degli esempi pratici: la Lega ha immediatamente fatto quadrato intorno al suo assessore e preso la palla al balzo per rilanciare uno dei suoi cavalli di battaglia, la legittima difesa. Nessuno può essere ancora ragionevolmente certo di come siano andate le cose, ma per il Carroccio non c’è dubbio alcuno: un assessore con un passato da poliziotto coinvolto in uno scontro con un marocchino? Ha ovviamente ragione il primo, legittima difesa.

Lo stesso tipo di approccio alla questione, attenzione, arriva da parte del Pd. Alan Ferrari, vice presidente vicario dei senatori, ha commentato: “In un paese civile e democratico un assessore non spara ad una persona. Mi auguro che la Lega al più presto prenda le distanze dal gesto di Adriatici”. Di nuovo, nessuno può essere ancora ragionevolmente certo di come siano andate le cose, magari quella di Adriatici è stata davvero legittima difesa, magari il colpo è partito veramente per errore, nessuno può dirlo, ma per il Pd non c’è dubbio alcuno: un assessore leghista spara ad un marocchino? Ha ovviamente ragione quest’ultimo, è omicidio volontario aggravato dall’odio razziale.

La stampa? Non fa meglio. Su Repubblica c’è già la profilazione di Adriatici:

“Girava con la pistola”, a quanto risulta era uno dei tanti cittadini in possesso di regolare porto d’armi. “Voleva il daspo urbano per i senzatetto”: si può essere d’accordo o meno, è chiaro, ma qualcuno davvero pensa di poter emettere una sentenza di colpevolezza sulla base delle posizioni politiche di un individuo? Questa vicenda, il modo in cui si sta pensando di gestirla a livello comunicativo da parte dei partiti e dei media, è emblematica della pochezza dei tempi che viviamo. No, non c’è speranza per questo Paese.

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