“Non ci dimettiamo”. Telefonata al vetriolo Pd-M5s, Dadone ritratta

Una volta si era soliti dire: “il dado è tratto”. I tempi che viviamo ci obbligano ad accontentarci della Dadone che ritratta.

Questo blog vi aveva segnalato il potenziale esplosivo delle dichiarazioni pronunciate oggi dalla ministra per le Politiche Giovanili. L’esponente M5s aveva ventilato come non troppo peregrina l’ipotesi di dimissioni dei ministri M5s in assenza di modifiche sostanziali alla riforma Cartabia. Bene, pochi minuti fa ha cambiato registro. Queste le sue parole in un post pubblicato su Facebook:

La riforma della giustizia così come presentata rischia di avere delle fasce di impunità, c’è una chiara apertura del Presidente Draghi e della ministra Cartabia di cui va preso atto. Non è nel mio stile minacciare quindi respingo al mittente i titoli apparsi in tal senso ma è nel nostro stile dialogare e confrontarci. Lo stanno facendo Draghi e Conte che sono due persone di alto profilo e sono certa troveranno punti di incontro. Ho fiducia nella politica e meno nel gossip“.

Ma cos’è intervenuto da portare la Dadone a smentire se stessa nel giro di poche ore? Semplice: l’insurrezione dei vertici dem e di alcuni luogotenenti grillini, dove per grillini si intende non più genericamente pentastellati, ma appunto fedeli a Beppe Grillo.

Dal Pd è arrivata una richiesta di chiarimento immediata, un’insolita presa di distanza nei confronti della linea contiana.

Tra i grillini, invece, c’è chi ha richiamato il principio di realtà, avvertendo che uscire dal governo oggi significherebbe fare la fine della costola di fuoriusciti M5s di “L’Alternativa c’è”. Domanda: qualcuno ne ha notizie?.

Insomma, il tempo di lanciare la bomba per vedere l’effetto che fa e…risultato? Meglio non pensarci…

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