“Poteva dirmelo prima”. Salvini deluso da Draghi, servirà un chiarimento

L’intervista che Matteo Salvini rilascia al Corriere della Sera necessiterà di un chiarimento. E’ questo ciò a cui il leader della Lega punta a partire da venerdì sera. Da quando Mario Draghi gli ha riservato una strigliata urbi et orbi che lo ha ferito umanamente.

Lo ha detto senza troppi giri di parole: “Sono rimasto stupito negativamente. Ma non voglio commentare le sue parole“. Salvini si muove con i piedi di piombo, quando si tratta del presidente del Consiglio. Ha ormai compreso che l’autorevolezza del premier è tale da non imporgli neanche quella cautela nei rapporti tipica di tanti politici abituati a trascorrere le giornate impegnandosi a non scontentare nessuno.

Draghi, invece, di questo aspetto più di tanto non si cura. Garbato sì, elegante pure, ma quando serve persino brutale. Basta vedere quanto accaduto nelle sue conferenze stampa, ne ha avuto un po’ per tutti: da Letta, quando stroncò la sua proposta sulla tassa di successione, fino a Conte e appunto Salvini nell’ultimo appuntamento.

Eppure, per quanto Salvini ce la stia mettendo veramente tutta per manifestarsi quanto più vicino alle posizioni del premier, questi non ha faticato a cogliere l’ambiguità comunicativa del leader leghista sul tema cruciale di questi mesi, i vaccini, inchiodandolo pubblicamente alle sue responsabilità.

Dopo la bordata ricevuta, Salvini e Draghi non si sono sentiti. Però il leghista precisa: “L’avevo sentito prima del Consiglio dei ministri e avevamo dialogato amabilmente su tante questioni. Se aveva qualche osservazione da muovermi poteva dirmelo al telefono e non attraverso una conferenza stampa“.

E’ la frase che denota tutto il malessere del leghista, deciso a restare nell’esecutivo perché così conviene alla parabola del suo partito, ma pur sempre a disagio nei panni di leader moderato.

Servirà un chiarimento, fanno sapere i ben informati. Questo richiede il vittimismo manifestato dal leader del Carroccio. E non è da escludere che ad alzare il telefono sia Mario Draghi in persona.

Perché la maggioranza da curare è pur sempre la sua. E perché d’altra parte non serve a nessuno che si metta anche la Lega ad agitare le acque, visto come si sta comportando dall’altra parte il MoVimento 5 Stelle.

Dopotutto, il messaggio che doveva dare l’ha dato. Chi doveva capire ha capito. E Salvini si è persino vaccinato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.