Letta, allarme Siena: la simulazione, senza Renzi è fuori

Enrico Letta ha avuto coraggio, gliene va dato atto. La scelta di correre alle elezioni suppletive del collegio di Siena non era scontata, basta vedere cos’ha fatto l’altro leader di coalizione fuori dal Parlamento, Giuseppe Conte, che a Roma-Primavalle ha semplicemente rinunciato alla candidatura per non rischiare di veder azzoppata in partenza la propria carriera nel campo.

Coraggio a parte, però, la politica si basa sui risultati: di leader che per coraggio c’hanno rimesso l’osso del collo è pieno, e Letta rischia di essere uno di questi. Questo blog lo ripete da tempo: il collegio senese non è (più) blindato, l’era delle roccaforti rosse si è conclusa. Il segretario del Pd, poi, ha fatto un altro errore: personalizzare la campagna elettorale dicendo ciò che tutti sapevano ma era meglio (per lui) restasse sospeso: “Se perdo trarrò le conseguenze”. Tradotto: se perde lascia la segreteria Pd e quasi sicuramente anche la politica.

Compreso per tempo che la partita non è semplice come avrebbe sperato, nei giorni scorsi Enrico Letta ha allacciato i contatti con Italia Viva. Il partito di Renzi alle ultime regionali ha ottenuto il 6,8%, è una percentuale che a Siena, oggi, fa la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Guardate l’ultima simulazione YouTrend:

Il margine tra coalizione giallorossa e centrodestra è soltanto del 5,6% a favore del centrosinistra. Sempre dando per scontato (e non lo è) che Letta riesca a tenere insieme M5s e Italia Viva. A questo riguardo, nelle ultime ore il Pd ha giocato male le sue carte: in Consiglio Regionale sta muovendosi senza andare di concerto con IV, ma ciò che qualcuno dimentica nel Pd toscano è che il MoVimento 5 Stelle in regione non è mai stato forte: chi ha i voti per far vincere Letta a Siena è Renzi, più precisamente il suo luogotenente di zona, Scaramelli.

Letta lo sa, e il fatto che proprio da Scaramelli in queste ore sia arrivato un invito pubblico a ritirare la sua candidatura rappresenta un problema. La base di Italia Viva non ha accolto bene – per usare un eufemismo – l’ipotesi di un’alleanza con Letta: è il segno che i rapporti si sono deteriorati forse in maniera irrimediabile.

Ciò significa che anche Letta riuscisse a tenere insieme tutte le anime, la sua vittoria non sarebbe comunque scontata: nessuno può mettere la mano sul fuoco che tutti gli elettori renziani siano disposti a sostenere il segretario dem. Per non parlare del MoVimento 5 Stelle, e di Conte, che non si straccerebbe certo le vesti se il Pd dovesse affrontare un vuoto di leadership.

Per questo al Nazareno sta suonando l’allarme: perché in politica basta un attimo per trasformare il coraggio in avventatezza.

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