Siena, Renzi pronto a sostenere Letta: cosa vuole in cambio

Chi vuole vincere a Siena – Letta – deve parlare con lui. E lui è pronto a parlare, a patto di ricevere in cambio il riconoscimento politico che qualcuno – i 5 Stelle – mira a negargli.

Matteo Renzi dà le carte, ancora una volta, alle elezioni suppletive del collegio di Siena. Media pure tra i suoi, tra chi vorrebbe rovinare la festa al Pd – o più precisamente fare la festa al segretario – e chi invece è dell’idea che è cosa buona e giusta offrire subito i propri voti, perché nessuno possa insinuare che il vero obiettivo è arrivare all’alleanza dei due Matteo prima in Toscana, poi al Quirinale e infine alle Politiche.

Il leader di Italia Viva è invece più laico. Non ha ancora deciso cosa fare, perché la politica è un flusso continuo e la tattica giocoforza variabile. Ma se gli chiedessero di indicare la sua preferenza, oggi, Renzi darebbe indicazione di sostenere Enrico Letta.

Lo farebbe senza saltare di gioia, ma con lo spirito di chi crede che questa sia l’unica mossa per sperare di strappare il Pd dall’abbraccio mortale con i 5 Stelle e dare una casa comune ai riformisti.

Renzi è convinto infatti di una cosa: Italia Viva reggerebbe l’urto di una campagna di coalizione, di un tutti dentro per salvare Letta da una sconfitta senza appello. Faticosamente, ma lo reggerebbe. Il MoVimento di Conte no.

La sola ipotesi di correre tutti con i renziani provocherebbe l’implosione dei pentastellati. E se l’ordine di scuderia fosse quello di turarsi il naso per essere leali nei confronti di Letta, perché quel collegio senese tutto è meno che blindato, la scissione M5s sarebbe molto più di un’eventualità.

Renzi è dunque pronto a mettere a disposizione i propri voti, ma non a cuor leggero. Ed è vero, come sta ripetendo nel suo tour di presentazione del libro, che la politica non è un “do ut des”, ma lo è pure che in politica niente si fa per niente. Attenzione: qui non si tratta di ruoli o di incarichi, di poltrone o posti al sole. Se possibile di qualcosa di ben più importante: Renzi vuole gli venga restituita la dignità politica all’interno della coalizione.

Non che Renzi viva per questo, attenzione. Ha intitolato un libro “Controcorrente” proprio perché dell’approvazione unanime non si è mai particolarmente curato. Ma è chiaro che “appoggiare Enrico significa chiudere un capitolo, ha anche il significato di voltare pagina“. Vuol dire chiudere la stagione dei veleni, archiviare la narrazione per cui lui è quello dell’Enrico stai sereno, essere trattato “quanto meno con pari dignità dei 5 Stelle” nella partita di Siena.

Partita che si disputerà su più tempi. Il primo, però, è quello in cui Letta compie un passo formale verso Italia Viva. Perché, ragiona Renzi, “se vuole i nostri voti è bene che almeno ci consulti“.

E’ una danza di passi incerti, perché troppa è la diffidenza reciproca, anche tra le rispettive basi. Se sarà alleanza, lo sarà sull’altare di un obiettivo più alto, di un orizzonte più lontano, che Renzi ha già intravisto. Lo si intuisce quando chiede, forse anche un po’ a sé stesso, fino a che punto potrà continuare il passo a due tra Letta e Conte: “Enrico sceglie i 5Stelle? E per quanto ancora può farlo?”

Già, per quanto?

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