Conte minaccia lo strappo: “Votare la fiducia è difficile”

Se non è un ultimatum poco ci manca. Giuseppe Conte, prima di incontrare i deputati grillini delle Commissioni parlamentari, minaccia lo strappo sulla riforma della giustizia: “In pochi giorni capiremo se le nostre richieste hanno trovato accoglimento o meno. È chiaro che una prospettiva di fiducia alla riforma senza alcune modifiche sarebbe per noi difficile”.

L’ex premier cerca di non esasperare i toni, consapevole che il passaggio alle viste per il MoVimento 5 Stelle sarà – in un modo o nell’altro – comunque doloroso. Per questo ammette che è in corso un dialogo “costruttivo con Draghi, ma ho chiarito che la proposta come originariamente formulata pone problemi serissimi al Movimento”.

Conte di fatto spiega che Draghi sta tenendo il punto fissato in conferenza stampa, poche modifiche, marginali, senza toccare l’impianto della riforma approvato – all’unanimità, è bene ricordarlo – in Cdm: “Sulla riforma della giustizia ci sono margini di manovra ristrettissimi. Ma io li sto sfruttando tutti e ce la sto mettendo tutta”, dice. Per poi aggiungere: “Sto chiedendo una serie di interventi, consapevole che la maggioranza è molto ampia ed esprime ben differenti sensibilità. Ma abbiamo tracciato delle linee e dei punti fermi, insieme, con una squadra di lavoro tecnica, a partire dai reati di mafia, terrorismo e corruzione”.

Il tempo per una mediazione c’è ancora, ma è sempre meno: il 30 luglio si va in Aula. E sul taccuino restano, pesanti come macigni, quelle parole: “Votare la fiducia è difficile”.

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